Multiutility: se il sindaco diventa finanziere

 di Emilio Molinari *

Acqua, energia, smaltimento dei rifiuti: i Comuni del nord sono pronti a fondere in una grande holding la gestione di tutti i servizi essenziali per i cittadini. Un errore catastrofico


Una riflessione può cominciare dal corteo romano sull’acqua pubblica e dal resoconto che ne ha fatto il manifesto del 4 maggio. Anche se oggi può sembrare piccola cosa, di fronte al terremoto delle amministrative che boccia clamorosamente il governo e l'ineluttabilità del mercato, mi convince ancora di più della necessità di sollecitare una riflessione anche sui contenuti. Il movimento romano dell'acqua si mobilita, assieme anche ai “minisindaci” dei municipi e a tutte le associazioni, contro il sindaco di Roma che sta decidendo di vendere il 21% delle azioni di Acea, l’impresa locale che gestisce l’acqua e altri servizi cittadini, perdendo la maggioranza. La mia riflessione è andata più in là: mi sono chiesto se a Milano, dove pure si sta sviluppando qualcosa di molto più grosso e di politicamente più rilevante, si è in grado di sviluppare una simile mobilitazione a favore dell’acqua pubblica. La risposta è molto deludente. Non ce la facciamo, anzi non lo vogliamo fare. Perché prima di tutto ci sentiamo dalla parte di quest’amministrazione, l’abbiamo votata e sostenuta, ne abbiamo condiviso le speranze. Il referendum le ha dato forza e la lega al nostro movimento.

La strada per la conversione ecologica del Paese

intervista a Guido Viale *

 

Le politiche su energia e mobilità del governo Monti favoriscono i combustibili fossili e non migliorano le condizioni di vita della popolazione. Secondo Guido Viale, economista ed esperto di ecologia, bisogna sostituire l’obiettivo del profitto, implicito nella green economy, con un modello che metta al centro sostenibilità e benessere.

Sono tanti i fronti su cui la politica di Monti delude e la società civile cerca delle alternative. QualEnergia.it ha intervistato l’economista Guido Viale, per fare il punto sulle scelte dell’attuale Governo e immaginare un’altra strategia

Viale, come valuta la politica energetica del governo Monti?

Fotovoltaico, Italia leader mondiale: un primato effimero?

 di Silvana Santo *

Nel 2011, l'Italia è stata il primo Paese al mondo per nuova potenza fotovoltaica installata. Un record che ha portato il solare a crescere dallo 0,5 al 3,12% del consumo nazionale di energia elettrica e dal 21 al 26-30% della produzione. Un primato che potrebbe presto svanire a causa dei previsti tagli alle tariffe incentivanti.

Quando si parla di ambiente, l'Italia ci ha abituato a primati negativi, soprattutto nel confronto con gli altri Paesi industrializzati. Fa specie, allora, che per una volta, la cronaca non riporti l'ennesima multa per smog o una nuova procedura di infrazione avviata nei nostri confronti per inadempienze in materia di rifiuti o edilizia, ma collochi il Belpaese al primo posto mondiale per i nuovi impianti fotovoltaici allacciati nell'anno 2011. Un primato ampiamente annunciato, in realtà, dall'andamento delle installazioni, e ora certificato dai dati del Gse che ricalcano le stime diffuse dall'Epia, l'Associazione europea dell'industria fotovoltaica. In percentuale, alla fine del 2011 il fotovoltaico era in grado di soddisfare il 3,12% del fabbisogno nazionale di energia (10.730 Gwh a fronte dei 344.152 di domanda lorda, dati Gse),

6 multinazionali coinvolte nello schiavismo e nello sfruttamento del lavoro minorile

  di Marta Albè *

Lo schiavismo è purtroppo una realtà ancora presente, nei Paesi in via di sviluppo e non solo, come pratica abitudinaria da parte di numerose multinazionali al fine di ottenere il massimo guadagno e rendimento produttivo, a costo zero per i loro bilanci economici, ma a costo della vita per centinaia di adulti e bambini in tutto il mondo, costretti a lavorare in condizioni disumane per soddisfare ogni bisogno consumistico dei Paesi industrializzati.

Spesso anche noi ci ritroviamo ad essere complici, a nostra insaputa o per carenza di informazione, di una realtà che dovrebbe essere scomparsa da decenni, ma che continua a persistere e a condannare coloro che ne cadono vittima giorno dopo giorno, senza sosta. Lo schiavismo non è purtroppo assente nemmeno nel nostro Paese,

Germania: una nuova Europa inizia dal voto nei Länder ?

 di Massimo Marino *

Mentre in Italia si vota con regole modificate per i Comuni ( doppio turno mantenendo il premio e riducendo del 20% gli eletti) e in Francia nello stesso giorno con regole altrettanto distorte si elegge addirittura un Presidente che comanda sul Parlamento), in Germania il sistema proporzionale con il quorum al 5% funziona al meglio e porta a continue votazioni e cambiamenti democratici senza particolari traumi.


Dopo l’elezione parlamentare del nuovo presidente della Repubblica, Joachim Gauck, la piccola regione della Saar ha votato il 25 marzo scorso per il rinnovo dell’assemblea parlamentare. In queste ore segue il land di Schleswig-Hollstein ( 2,8 milioni di abitanti) e il 13 maggio il più importante e popoloso Nordreinwestfalen (18 milioni di abitanti). Italia, Francia, Germania: elezioni diverse ma test importanti sulla strada che potrebbe portare nel giro di meno di due anni all’uscita di scena oltre che di Zapatero (già fuori), anche di Berlusconi (il PDL sembra di fronte al tracollo imminente nelle comunali), di Sarkozy ( già sconfitto secondo tutti i sondaggi) e della Merkel nel settembre del 2013 , se ci arriverà.

Berlino, i cittadini vogliono acquistare la più grande rete elettrica della Germania

 di Fabrizio Numi *

E' la visione alla base della cooperativa "BürgerEnergie Berlin" (BEB): tutti i cittadini potranno acquistare una quota e sperare così di contribuire a suo modo alla Energiewende, la "svolta energetica" dal basso.


Riportare la rete elettrica nelle mani dei cittadini, sottraendola al controllo di un big dell’energia. E’ la visione alla base di “BürgerEnergie Berlin” (BEB), una cooperativa che intende comprare la più grande rete elettrica della Germania, quella di Berlino, 40mila chilometri di cavi gestiti oggi dalla svedese Vattenfall.

Quali contenuti per un nuovo progetto politico? Come arrivarci?

  di Giovanni Chiambretto *


  1   Mezza Italia, letteralmente mezza Italia (lo dicono i sondaggi) ha ormai capito che abbiamo ormai davanti il disastro. Lento nel suo percorso, ma ormai inesorabile, se non si cambia musica. Se ci fermiamo solo a quello che si legge in questo periodo sui giornali (che devono vendere od ubbidire all’editore) c’è l’articolo 18, la “crisi” del debito pubblico, i politici che rubano e i superbonus ai banchieri. Sarebbe facile fare un piccola lista della spesa (molti gruppetti se la fanno) in cui si chiede di non toccare l’artico 18, di fare pagare ad altri il debito, di non candidare i corrotti, di limitare gli stipendi dei manager ed altri 4 o 5 punti. Anche molto veloce, basta un copia e incolla girando per qualche blog conosciuto.Pensare però che questo risolva la domanda iniziale è per lo meno ingenuo e pensare che questo possa essere la molla che possa fare scattare la riscossa dei cittadini è essere fuori del mondo.

Il Giappone dice addio al nucleare

 L'ultimo reattore di 54 in tutto sarà spento il cinque maggio, Tokyo sarà così priva di nucleare a uso civile. Lo ha reso noto l'operatore dell'impianto: rischi di blackout in estate. Tra dieci giorni il Giappone sarà senza nucleare a uso civile: l'ultimo reattore operativo sui 54 totali, il n.3 di Tomari, sarà spento il 5 maggio (''verso le ore 23'').

Lo ha reso noto oggi l'operatore dell'impianto, Hokkaido Electric Power, rilanciando i rischi di blackout in estate.

La conversione ecologica e i soggetti politici dell’alternativa: non è tempo di girare in tondo

 di Massimo Marino *


E’ opinione diffusa , e non più solo nella galassia dei movimenti che confusamente aspirano al cambiamento, che il sistema dei vecchi partiti sia arrivato alla fine, più per autodistruzione che per la presa di un palazzo d’inverno romano da parte di una rivoluzione in corso.

I partiti delle Repubblica, che attraverso trasformazioni e riconversioni formali hanno dominato la scena della prima e di una identica seconda Repubblica, non hanno dimostrato nulla di nuovo, ma di volta in volta sono stati una degenerazione dei precedenti.

Parlamento europeo: "No all'incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati".

 di Giuseppe Iasparra *

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione per la revisione del programma d'azione in materia di ambiente. In materia di rifiuti, gli eurodeputati propongono alla Commissione l'introduzione del divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati.

Eco dalle Città ha raccolto il commento di Daniele Fortini, presidente Federambiente, ed Attilio Tornavacca, direttore generale ed amministratore delegato ESPER

Il Parlamento europeo lo scorso 20 aprile ha approvato a stragrande maggioranza la relazione “sulla revisione del sesto programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma”. Con questo voto il Parlamento sollecita la Commissione europea a proporre al più presto il Settimo programma di azione ambientale dato che l'edizione attuale (il sesto) scade nel mese di luglio. In tema di rifiuti, l'aula chiede alla Commissione europea una migliore applicazione della vigente legislazione comunitaria sui rifiuti ed obiettivi più ambiziosi di prevenzione,