Riforme democratiche o revisione autoritaria ?

 Parte prima: La primavera mancata dei referendum e le nebbie dell’autunno istituzionale


di Massimo Marino


Si è’ clamorosamente sgonfiata “la primavera dei referendum” e ci infiliamo in un complicato autunno dove nella nebbia si rischia di non capirci più nulla. In realtà tutto era prevedibile, anzi era già successo. Poiché sbagliare è umano e perseverare non è diabolico ma decisamente sciocco è ora di mettere in fila gli avvenimenti, gli errori, e qualche proposta per uscirne.

L’iniziativa referendaria (12 quesiti), preceduta dall’anomalo avvio del referendum fallito per mancanza di quorum sulle trivelle promosso da varie Regioni (una formula senza raccolta firme che si è mostrata ingestibile) riguardava ben quattro diverse aree d’interesse:

 

Il Kurdistan iracheno e lo scenario di un vero Stato curdo

di Fernando D'Aniello - Mideast Flashpoints *

La guerra contro lo Stato Islamico procede su più fronti: se quello più noto per il mondo occidentale è il conflitto localizzato in Siria, da diversi mesi i miliziani del Califfato vengono respinti anche nel loro confine orientale; nei prossimi mesi la battaglia per la città irachena di Mosul, localizzata nel nord- ovest del paese, verso il confine siriano, sarà decisiva per la sopravvivenza stessa del Califfato.


Il grosso delle forze che sta conducendo gli attacchi contro lo Stato Islamico lungo il confine orientale è costituito dai Peshmerga della Regione autonoma del Kurdistan (per i curdi, il Kurdistan meridionale). Nel 1991, dopo la fine della Prima guerra del Golfo, la parte settentrionale dell’Iraq si liberò della presenza dell’esercito iracheno e cominciò ad autogovernarsi: si tratta della regione intorno alle città di Arbil, Dohuk e Sulaymaniyya e abitata in prevalenza da curdi, che costituivano circa un quinto della popolazione irachena e che erano stati al centro di attacchi brutali dell’esercito di Saddam (tra cui la strage di Halabja del 1988). Fu quello, secondo alcuni osservatori, il tentativo meglio riuscito di costruzione di uno Stato curdo in tempi moderni: nel 1992 fu eletto un Parlamento e le milizie Peshmerga furono trasformate in forze di difesa regionale.

Olimpiadi, la sponda di Malagò per uscire dalla tempesta

 Giovanni Malagò, il numero uno del Coni, tende una mano alla sindaca Virginia Raggi, offrendole la via di fuga olimpica per uscire dalla bufera che si è abbattuta sulla giunta capitolina. La candidatura di Roma per il 2024 infatti non è l’ultimo dei perni attorno a cui ruota la «tempesta perfetta», come l’ha definita l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, che scuote il governo pentastellato della Capitale.


Settembre elettorale in Germania. Si vota a Berlino

 

Due scadenze elettorali: nel Land Mecleburgo-Pomerania (4 settembre) poi il doppio voto di Berlino (come Città-Stato e come Comune) due settimane dopo (18 settembre). Si avvicina un test decisivo su come cambierà la Germania di fronte alla crisi dell’Europa degli ultimi sei mesi. Il Mecklenburg-Vorpommern ha 1,6 milioni di abitanti, l’intera Berlino metropolitana circa 5,8. In totale il 9.2% della popolazione tedesca di 81,8 milioni di abitanti va al voto. I risultati in tre Lander a metà marzo sono stati una scossa per il paese, mostrando che i due attori della alleanza nazionale del 2013 (SPD e CDU-CSU) forse non reggono più la crisi e sarà difficile prevedere cosa succederà nell’autunno del 2017 con le nuove elezioni politiche.

 

di Massimo Marino

 

Il Paese delle scosse chiude i dipartimenti per formare i geologi: erano 29, ne restano 8

 L'Italia del consumo del suolo e dei terremoti taglia le sedi dove non ci sono almeno 40 docenti, per effetto della riforma Gelmini del 2010 che nel frattempo nessuno ha corretto. In 6 anni chiuse 21 strutture. E ora anche Pisa e Firenze sono a rischio. L'esperto: "Così col tempo perderemo la conoscenza diretta del nostro territorio"


È il dipartimento universitario che forma i geologi, ossia coloro che collaborano alla pianificazione territoriale tramite la valutazione dei rischi naturali, come eruzioni vulcaniche, alluvioni, frane e terremoti. Per non parlare del dissesto idrogeologico. Per non parlare del dissesto idrogeologico la geologia è a rischio estinzione. Le sedi di Scienze della Terra in Italia sono passate da 29 (nel 2010) a 8 (nel 2016), per effetto della riforma Gelmini del 2010 che ha imposto il taglio di tutti i dipartimenti che non raggiungano i 40 docenti. Cioè, nel caso di Scienze della Terra, praticamente tutti.

 

La Turchia invade Rojava, l’Isis si ritira

 La città di frontiera di Jarabulus strappata in poche ore agli islamisti che fuggono senza combattere. Operazione coperta dalle bombe Usa. Incursione pianificata da tempo: 5mila "ribelli" siriani erano già pronti.


Erdogan ha aspettato che il riavvicinamento a Mosca eliminasse la minaccia russa. La guerra del sultano Erdogan a Rojava è iniziata alle 4 di mercoledì notte sotto i vessilli dell’operazione “Scudo dell’Eufrate”. Unità speciali turche sono penetrate in territorio siriano dalla città di frontiera di Karkamis, insieme a 5mila “ribelli” siriani (l’Esercito Libero, i turkmeni della Brigata al-Sultan Murat, i salafiti di Ahrar al-Sham e gruppi laici e islamisti della composita federazione Fronte del Levante, attiva ad Aleppo). In cielo, a proteggere l’invasione di Jarabulus, volavano gli F16 turchi e la coalizione a guida Usa.


Zero educazione alla catastrofe, l’Italia non cambia verso

Prima, durante e dopo. Territori insicuri, approccio sbagliato all’evento sismico. E dopo la tragedia ancora tende, simbolo di arretratezza culturale. Giappone e California su un altro pianeta


di Emanuele Piccardo *


Prevenzione ed educazione sono due parole poco attuate quando si parla di catastrofi ambientali come terremoti e alluvioni, soprattutto in Italia. In queste ore si assiste alla retorica del linguaggio della comunicazione, sia da parte dei giornalisti sia da parte dei politici. I geologi, gli unici esperti in materia, sono la categoria più inascoltata insieme ad architetti, ricercatori e antropologi che hanno trattato il tema della catastrofe negli anni. Le esperienze recenti dell’Aquila e dell’Emilia non hanno insegnato nulla, si continua ad agire nello stesso modo: zero prevenzione, zero educazione alla catastrofe.

 

Italicum, la partita del 4 ottobre

 di Felice Besostri *


Il 4 ottobre 2016 ci sarà la prova che l’Italicum non è altro che una riedizione raffinata ed ipocrita del Porcellum. Una prova incompleta, non per responsabilità della Corte Costituzionale ma dei giudici aditi con una serie di ricorsi analoghi e in molti casi identici, che hanno investito 20 Tribunali italiani – altri 2 sono stati presentati in questi giorni. Tre giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile, due di essi perché depositato prima del 1° luglio 2016, data ritenuta erroneamente di entrata in vigore della nuova legge elettorale. Uno l’ha respinto perché le censure di costituzionalità erano manifestamente infondate, malgrado che un altro Tribunale, quello di Messina l’avesse già rinviato in Corte per 6 motivi e non pronunciandosi sul primo e principale motivo, la violazione dell’articolo 72 comma 4 della Costituzione, per aver approvato la legge ponendo tre voti di fiducia alla camera e non completando l’iter referente in senato «per insufficienza della documentazione». A Messina si è aggiunto Torino con un’ordinanza di rimessione su 2 motivi: l’attribuzione del premio di maggioranza in seguito a ballottaggio tra le due liste più votate al primo turno e la libertà di scelta del capolista eletto in più collegi.

 

Clima, 10 grafici dal NOAA per capire quanto siamo già messi male

Temperature record, ghiacci che si sciolgono, fenomeni meteorologici estremi: il clima sta cambiando molto più in fretta di quel che ci si aspettava, mostra il nuovo "2015 State of the Climate report" del NOAA. Vediamo cosa sta accadendo con l'aiuto di alcuni grafici dal nuovo rapporto della National Oceanic and Atmospheric Administration. Il genere umano sta già affrontando condizioni climatiche che non aveva mai vissuto prima e il cambiamento è in continua accelerazione.

Primarie USA: La convinzione di Sanders

 Sanderistas/Clintonistas. La lotta che continua e il nuovo peso della sinistra.Il candidato "socialista" oltre la convention democratica


di Guido Moltedo *


Bernie Sanders, che è del ’41, ha mangiato pane e politica fin dagli anni Sessanta, prima nei movimenti, poi mettendosi in gioco molte volte come candidato a cariche istituzionali, la prima nel 1972. È un politico di lungo corso che, da socialista e fiero di esserlo, ha conseguito risultati di grande rilievo in un’America allergica al termine stesso «socialista», fino a essere eletto senatore del Vermont. Conservando per tutto il percorso un’integrità etica che tutti gli riconoscono e uno spirito indipendente (fino al 2015 non era neppure membro del Partito democratico) più unico che raro nella politica americana. E mantenendo un costante rapporto con la sua «base» elettorale di sinistra e un’attenzione instancabile verso la classe lavoratrice. Sanders ha sempre saputo tenere insieme e mettere in relazione tra loro idealità, passione e realismo. Bernie, insomma, è movimentismo dentro una solida cultura di governo. Per questo non stupisce, chi l’ha seguito nel corso della sua lunga carriera politica, l’atteggiamento tenuto lunedì nella convention di Filadelfia, quando ha sostenuto la candidatura di Hillary Clinton senza se e senza ma e non come semplice rassegnazione al minore dei mali. Ha citato Hillary quindici volte, dichiarando che «Hillary Clinton deve diventare la prossima presidente degli Stati Uniti». Politico di vecchio stampo, Sanders ha un acuto senso dei rapporti di forza, ha una lucida visione del campo di gioco in cui si svolge la partita del momento, e possiede una considerevole capacità di influenzare gli eventi nel loro svolgersi dinamico. Sa combinare tattica e strategia. Altrimenti come sarebbe potuto arrivare fin dove è arrivato, avendo vissuto un’intera vita politica in minoranza?