Tablet 4 Africa

di Fabio Pimpinato *
 
A scuola in Africa - La prima volta che andai nella Repubblica Centrafricana fu a Bodà, ove oggi infuria una guerra senza precedenti. Ricordo che in una classe elementare c’era un capannello di bambini attorno al più benestante tutto fiero della sua nuova lavagnetta a gesso con cornice in legno. Gli altri continuavano a seguire le lezioni disegnando col dito sulla terra rossa. Il maestro spiegava e loro scrivevano ripetendo a voce alta la stessa musica: un, deux, trois, quatres, cinques. Finita la lavagnetta a terra cancellavano il tutto e continuavano a copiare dalla lavagna a muro.
 
Cosa rimaneva come apprendimento, con tutto questo scrivere e cancellare, solo il cielo lo sa. Ma, almeno, v’era parità tra il bambino più benestante con la lavagnetta vera ed i meno benestanti, ma lo stesso contenti, che disegnavano a terra....come Gesù di fronte all’adultera.
Altri tempi. Ora in Africa o, almeno, a macchia di leopardo, in alcune zone africane che offrono maggiori opportunità si passa dalla lavagnetta a gesso al tablet. Bypassando montagne di carta stampata. Lo stesso accadde per la telefonia. Si passò subito alla rete mobile bypassando la rete fissa. Ed ancor di più nella finanza. Il conto è on line ed i trasferimenti di denaro via cellulare. A riguardo l’Africa è molti passi avanti l’Europa che non riesce a sganciarsi dalla fila, dallo sportello bancario, dalla doppia ricevuta. Torniamo all’open education, quindi. 
 
Haddow-Flood e R.Nkansah scrivono su WikiAfrica che “L’open education è uno dei trend chiave nel campo dell’educazione del 2014. La diffusione delle piattaforme online per la condivisione e l’accesso gratuito alle informazioni gioca un ruolo chiave (…) e potrebbe fare la differenza per quasi mezzo miliardo di bambini in età scolare di tutto il continente”.
 
In Rwanda Facebook, Nokia ed il governo lavorano assieme al progetto di SocialEDU che prevede l’accesso libero ad un’esperienza di educazione collettiva online attraverso l’utilizzo di smartphone “low cost” come riporta la rivista èAfrica di Medici con l’Africa Cuamm.
 
In Sudafrica, Siyavula e Obami stanno utilizzando l’Open Education come mezzo di insegnamento per milioni di bambini nelle scuole primarie e secondarie di tutta la nazione.
 
Tra il centro ed il sud Africa, invece, si sta sperimentando il Kumusha Bus (sostenuto da Activate Africa) che è un adattamento del Libre Bus per i territori più periferici. Periodicamente passa per i villaggi che non hanno né internet e né elettricità. Si può salire nel bus, dotato di satellitare utile per il pc o telefono, per spedire una mail ai propri cari che stanno all’estero od avere notizie via sms. Porta campo in mezzo ai campi.  Insomma; l’Africa, a riguardo, scoppia di start up ed incubatori.
Noi vi diamo due occasioni per approfondire: una internazionale ed una locale. L’Internazionale avrà luogo a Kampala in Uganda dal 28 al 30 maggio nel tentativo di fare sintesi di idee che nascono da webmaster, programmatori, ricercatori ed insegnanti. Il tema è “innovazioni incredibili” che accadono nel campo dell’istruzione e dell’apprendimento nel continente africano.
Startup o progetti sociali come aule ITC – ad alta tecnologia alimentate da energia solare della Fondazione Maendeleo che, non a caso, ha la direzione generale a Seattle.
 
Durante la conferenza verranno date delle statistiche interessanti ed incoraggianti. Un’anticipazione per i lettori di Unimondo: il 30% degli studenti con accesso ad internet frequentano piattaforme di e-learning mentre il 40% degli stessi crea contenuti locali. E ciò spiega come mai Wikipedia è molto interessata ad investire in questi territori sino a ieri sconosciuti ai più. L’evento di Kampala sarà caratterizzato da una sessantina di sessioni che tratteranno di blogging, diritti d’autore dei video sino all’imprenditorialità digitale.
Tra i relatori principali Bitange Ndemo - ex Segretario Permanente del Ministero dell’Informazione e della Comunicazione del Kenya e Rebecca Enonchong che vanta esperienze in Oracle oltre ad aver inventato Appstech.
Se non ce la fate a presenziare a questo meeting internazionale vi raccomandiamo e v’invitiamo al seminario “Cooperazione internazionale e diritto all’istruzione“ promosso da diverse associazioni trentine il 9 maggio presso la Sala Rosa de la Regione Trentino Alto Adige in Piazza Dante a Trento con inizio alle ore 8,45 del mattino. Il focus sarà più sull’istruzione ma sarà altrettanto interessante.
 
Insomma, uno degli obiettivi del millennio da raggiungere entro l’anno prossimo è che tutti i bambini di ogni parte del mondo possano concludere il ciclo di scuola primaria. Ad oggi, approssimativamente, 69 milioni di bambini non vanno a scuola e circa metà di questi risiedono nell’Africa sub sahariana. Nel passaggio di millennio era l’83% di bambini che andavano a scuola ed oggi siamo al 90%. Non avremo fatto passi da giganti ma almeno non siamo tornati indietro e ci troviamo nella direzione giusta.
Anche a  Bodà, in Repubblica Centrafricana come in altre 36 parti del mondo, potrebbe scoppiare la pace e con essa gli investimenti in hi-tech, l’istruzione e la conoscenza. Potrebbero diffondersi tablet anziché armi. Ma, a riguardo, bisogna che passi questa generazione di vecchi abituati solo a fare bum bum. 
 
* da     www.unimondo.org        foto: mashable.com   8 maggio 2014