Libera circolazione di...?

C’è un fantasma che si aggira per l’Europa. Però no, questa volta il comunismo non c’entra. Sto parlando di un accordo, per adesso ancora in discussione e avvolto dal mistero, che potrebbe arrivare a permettere – forse già dal 2015 – il libero scambio di merci tra gli Usa e gli stati dell’Unione europea. Si tratta del Transatlantic trade and investment partnership, in discussione tra Commissione europea e governo Usa, che riguarda, tra le varie parti, anche tutto il settore dei prodotti alimentari.
Fino ad oggi molte categorie di alimenti made in Usa hanno trovato sbarrato l’ingresso ai mercati europei.

 

La legislazione americana è infatti più permissiva della nostra e, per esempio, non prevede il principio di precauzione che in UE è stato istituito dopo la vicenda della “mucca pazza”. Confederazioni di produttori e associazioni di consumatori stanno ipotizzando scenari non proprio tranquillizzanti per il consumatore europeo. E intanto l’Ue sta iniziando a cedere alle pressioni d’oltreoceano: è notizia di questi giorni l’autorizzazione all’importazione di suini vivi dall’America.


Le carni sono in effetti uno dei punti cruciali della discussione. È dal 1988 che da noi vige il blocco all’importazione di carni bovine trattate con ormoni e altri farmaci che stimolano la formazione di massa magra nel muscolo. E circa il 90% della carne macellata in Usa contiene ormoni e promotori della crescita. Tra le altre categorie di cibi in discussione, quelli Ogm, che sono considerati negli Usa sostanzialmente equivalenti ai normali e quindi non vengono etichettati come tali. C’è poi tutto il settore degli alimenti che imitano formaggi, pasta e altri cibi classicamente italiani, per i quali il problema sarebbe soprattutto di concorrenza. E a questo proposito, considerando che le nostre leggi rimarrebbero invariate, gli industriali, gli agricoltori, gli allevatori europei si troverebbero a competere con produzioni favorite da norme più permissive. Di tutto questo, in Italia, a differenza di altri paesi europei, si sa poco e niente. Ma se si arriverà alla firma dell'Accordo non si tratterà certo di un cambiamento di poco conto.


Qualcuno penserà: un tema poco estivo e vacanziero, per parlarne sul numero di luglio-agosto! Vero. Ma l’essere sereni, in vacanza, a cucinare le meravigliose, fresche, sane, originali ricette che vi proponiamo su questo numero di Cucina Naturale non significa essere persone poco attente a quel che succede intorno a sé.

( Venetia Villani, editoriale di cucinanaturale.it  di luglio-agosto)