IL GIRONE DELLE POLVERI SOTTILI

di Stefano Montanari

Viaggio nel mondo delle Nanoparticelle tra inquinamento, patologie e interessi finanziari. Il libro che ha reso celebre Stefano Montanari, scienziato e ricercatore che insieme alla moglie ha scoperto e dato vita allo studio delle nanoparticelle. Le nanoparticelle sono particele più piccole di un atomo che si inseriscono all'interno del nucleo della cellula è danno via a quello processo degenerativo che porta al tumore.

Frammenti di un filtro chirurgico comunemente installato nella vena cava dei malati di tromboembolia polmonare, vengono estratti dal corpo di un paziente dopo un’accidentale rottura dello strumento. Un’analisi accurata di quei frammenti rivela la presenza di materiali che non appartengono né al filtro né all’organismo umano.

 

L’indifferenza della comunità accademica di fronte a questa scoperta si trasforma in disagio e talvolta in vero e proprio boicottaggio quando gli studi condotti dall’autore continuano a confermare un preoccupante risultato: il nostro corpo assorbe, dall’aria che respiriamo così come dai cibi che ingeriamo, diverse tipologie di elementi, minuscole polveri che, riconosciute come estranee dal corpo, provocano reazioni infiammatorie importanti, talvolta origine di gravi patologie.
 

Nasce da queste prime indagini un ostinato percorso di ricerca per dare finalmente risposta a un quesito scientifico fino a oggi pericolosamente ignorato o osteggiato. Qual è l’origine delle micropolveri? Come agiscono quando vengono assorbite dal nostro corpo? Quali patologie apparentemente estranee a questo fenomeno possono finalmente trovare una spiegazione? Quali potenti lobby economiche e politiche hanno interesse a mantenere lo status quo e che ruolo gioca in tutto questo il business dei rifiuti?
 

Stefano Montanari è laureato in Farmacia e da sempre impegnato nel campo della ricerca medica. Dal 2004 è Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Al suo gruppo di ricerca la Comunità Europea ha già affidato diversi progetti, l’ultimo dei quali è attualmente in fase di realizzazione con il contributo di altre dieci università di sei diversi Paesi.