IL LIBRO BIANCO SUI PARCHI

Custodiscono angoli di natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. Ma anche autentici scrigni di leggende, saperi tradizionali, arte e gastronomia. Oltre a preservare la straordinaria biodiversità della Penisola, i parchi naturali italiani tutelano e valorizzano un patrimonio culturale inestimabile.

E possono rappresentare i luoghi ideali per sperimentare modelli di sostenibilità ambientale in campo turistico.

 

Questo auspicano gli autori del Libro Bianco “Parchi e cultura 2009” appena presentato da Federculture e Federparchi, stampato in pochissime copie e scaricabile gratuitamente dal sito di Ferparchi.

 

Scorrendo il volume in formato pdf si scopre così che, tra parchi nazionali (24), aree naturali,, riserve marine, parchi naturali regionali sono in totale 1144 le aree tutelate in Italia pari al 12,8% del territorio nazionale (siamo al 12° posto in Europa, prima è la Germania, con il 59,4% della sua superficie protetta, segue la Svizzera con il 40% e quindi il Regno Unito con 37,4).

 

Di recente inoltre, le Dolomiti sono state proclamate dall’Unesco (organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura) patrimonio mondiale dell’umanità. In Italia altri 14 siti possono fregiarsi di questo importante riconoscimento.

 

Da qui l’importanza di continuare a valorizzare queste zone, favorendo da un lato la preservazione di fauna e flora e dall’altro custodendone il patrimonio culturale (oltre 1700 centri storici si trovano nei parchi, 150 musei, 300 castelli, torri, ville storiche).

 

Tra i Parchi più attivi che hanno promosso iniziative interessanti ci sono il Parco nazionale delle foreste Casentinesi che ha creato un marchio di qualità da assegnare alle strutture che si attiene a linee guida della carta europea per il turismo sostenibile e il Parco nazionale delle 5 terre che ha addirittura aperto un’agenzia di viaggi per indirizzare favorire e indirizzare in modo sostenibile il turismo al suo interno.

 

L’Ente parco ligure ha così creato una card che consente l’utilizzo di pulmini ecologici, ascensori, l’accesso al sentiero n.2 (comprendente della Via dell’amore), a centri naturalistici, aree attrezzate, ad alcuni musei interni, l’utilizzo delle biciclette gratuito per tre ore, visita al Centro di salagione delle acciughe, sconti per l’acquisto di prodotti. Da ultimo il Parco sta anche avviando una collaborazione con le Regioni vicine per mandare per esempio turisti nelle vicine Lunigiana e Garfagnana nei periodi di maggiore affollamento.

 

Gli esempi positivi dunque non mancano. I turisti del resto hanno dimostrato di apprezzare le iniziative avviate per sottolineare il legame tra natura e cultura come spettacoli teatrali, letture pubbliche,etc.

 

I dati economici parlano da soli: nonostante le risorse impegnate nella tutela delle aree da parte degli enti pubblici siano di circa 210 milioni di euro l’anno, le ricadute sul territorio parlano di un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro con 86mila occupati (4mila diretti) 2450 centri visita e oltre 35milioni di visitatori, un dato in aumento, in controtendenza rispetto al calo turistico generale.

 

Fonte: www.esseresostenibili.it