REGIONALI FRANCIA AL SECONDO TURNO

di Massimo Marino

Domenica 21 si svolge il second turno delle elezioni nelle 22 regioni francesi e nelle 4 ex colonie, ad una settimana dal primo voto i cui risultati si possono riassumere in 4 punti:

1) Si è ripetuto il forte assenteismo già emerso alle elezioni europee; ben il 53% degli elettori si sono astenuti facendo dire a molti osservatori che “i francesi rifiutano i partiti e la politica classica “.

2) I socialisti, che governano, a volte con sinistre ed ecologisti, in quasi tutte le regioni (meno Alsazia e Corsica) risalgono dal risultato disastroso (16,4% ) delle europee e arrivano al 29,5 % superando i conservatori dell’UMP fermatisi al 26,3 %. Modesto il risultato del MoDem di Baryou ( circa il 4% ) praticamente fuori dal gioco, che si è orientato al voto verso la coalizione sinistra -ecologisti.

 

3) L’estrema destra lepenista arriva all’ 11,6 % (superando in 10 regioni la soglia del 10% che permette di presentarsi autonomamente come terza forza al secondo turno ) regalando sicuramente a sinistra ed ecologisti un certo numero di regioni.

 

4) Europa Ecologie con il 12,5 % si conferma il terzo partito francese ( malgrado la presenza di una seconda lista di verdi moderati che ha superato il 2 %); un buon successo che ha permesso di andare oltre il 10% in 12 regioni, fra le quali tutte quelle medio-grandi ( quindi con il pass per il secondo turno ) e comunque molto sopra il 5 % in altre 10 regioni ( quindi con la possibilità di avere eletti fondendosi nelle coalizioni).

 

Un risultato che costringe i socialisti, per evitare i micidiali “triangolari”del secondo turno, di scendere a patti regione per regione con gli ecologisti sia sui programmi sia sugli eletti. La “fusione” al secondo turno fa nascere di fatto una nuova lista nella quale, in assenza di voto di preferenza, si concordano suddivisione e nomi del 25% degli eletti, che i vincitori ottengono come premio di maggioranza.

 

Secondo gli accordi, che coinvolgono anche la federazione delle sinistre, FDG (6%) gli ecologisti dovrebbero avere un quarto del premio oltre a quelli eletti direttamente con il sistema proporzionale. Particolarmente rilevante il successo degli ecologisti in Ile de France (Parigi) dove arrivano al 16,5% ed in Rhone Alpes (17,8%) , in Alsazia (15,6%), in Pays de la Loire e nei Midy Pyrenees (circa 13,5%). Secondo alcune stime, considerato che Socialisti, Sinistra ed Ecologisti dovrebbero conquistare tutte le regioni (con dubbi sull’Alsazia), Europa Ecologie dovrebbe ottenere complessivamente 250-300 consiglieri regionali.

 

Le trattative fra socialisti ed ecologisti avviatesi (giorno e notte) già da lunedì, si svolgono di fatto su un doppio binario: sul piano regionale dove le delegazioni locali dei due partiti concordano il programma e la spartizione degli eletti che la nuova lista ottiene come premio di maggioranza (il 25% del totale); sul piano nazionale dove gli ecologisti tentano di imporre alcune scelte di carattere generale sul tipo di sviluppo dell’industria, ma anche sulla cessazione dei finanziamenti regionali alle centrali nucleari, parecchie delle quali sono ferme da tempo per guasti e manutenzioni ; richiesta che fa imbestialire la locale confindustria nella quale il settore elettro-nucleare è potentissimo.

 

Discussione che riguarda anche il progetto Iter (programma di ricerca sulla fusione termonucleare). Nell’Ile de France (Parigi) dove il risultato dei verdi è stato particolarmente alto (16,5 %) al centro del confronto c’è la proposta di una nuova tariffazione per tutti i trasporti della regione con la quale gli ecologisti stanno ottenendo l’obiettivo di diffondere e rendere più efficiente e meno costoso il sistema di trasporti pubblici con una tariffa unica. Altra richiesta è quella di nuove regole per rendere più ecologiche le nuove abitazioni e fare lavori di coibentazione su quelle anteriori al 1975.

 

Malgrado che in alcune regioni il confronto sia stato particolarmente duro, con aree socialiste decisamente anti-ambientaliste e ostili all’alleanza, alla fine si è trovato un accordo dappertutto con una residua difficoltà solo in Bretagne dove i socialisti si sono opposti all’alleanza fino all’ultimo. Un caso a parte la regione Linguedoc Roussillon dove il presidente uscente, il socialista George Freche, in rotta con il suo partito e con gli ecologisti dopo essere stato accusato di razzismo ed antisemitismo, si è presentato di fatto con una lista propria che andrà al ballottaggio ed è stato definitivamente espulso dal partito e considerato “non più parte della sinistra “.

 

Un dato singolare è la situazione che si è determinata nelle trattative nazionali, condotte in gran parte dal “ triangolo rosa “. Sono infatti tre donne i segretari dei partiti “vincenti”: la socialista Martine Aubry , la verde Cecile Duflot, la comunista Marie-George Buffet. (nella foto) Ma la vera incognita è quella della partecipazione al voto al secondo turno; i conservatori fanno appello disperato agli elettori astensionisti e a seguito dell’uccisione di un poliziotto da parte di un terrorista dell’ETA, tentano di buttarsi sul problema sicurezza interna anche con l’obiettivo di strappare voti all’estrema destra. Realisticamente però sembra che solo l’Alsazia all’estremo nord-est del paese sia ancora da considerare incerta. Nessuno fa previsioni su quanti elettori andranno al voto.

(da www.eco-ecoblog.blogspot.com)