LA RETE ECOLOGISTA BOLOGNESE

La città di Bologna ha visto nascere da poco la Rete Ecologista Bolognese (REB) che ha come obiettivi la promozione delle politiche ecologiste per salvaguardare l’ambiente e per fissare una serie di iniziative pratiche e concrete, che possano essere realizzate al più presto. Nel Progetto Locale della Rete Ecologista Bolognese l’intento prefissato è quello della promozione e divulgazione di una cultura che affermi il valore della questione ambientale, anche come risoluzione della crisi in tutti i suoi aspetti.

Il progetto ha un’impronta sociale e politica, nella speranza di riformulare un mondo basato sulla pluralità, i cui le relazioni tra gli uomini, la propria storia e l’ambiente possa avvicinare nuovamente gli individui alla storia del territorio che gli appartiene, resistendo alla distruzione delle culture locali. In questo senso si inseriscono in questo discorso la rivalutazione dei prodotti agricoli e della produzione culturale del luogo.

Per la realizzazione di uno scopo così alto è necessaria la sinergia tra tutti i gruppi che percorrono la strada della giustizia sociale, della sostebilità ambientale, della pace. Ogni piccola parte dovrebbe entrare a far parte del progetto, perché assumere un così pensate fardello non è compito da affrontare in solitaria. Il cammino è fatto di buone alleanze, che grazie agli sforzi di tutti, porteranno al cambiamento sperato. Rimettersi in cammino per costruire il cambiamento dando a noi e ai nostri territori e alle future generazione una capacità di futuro, tessendo reti di persone:
- che condividono l’interesse verso alcune tematiche e obiettivi specifici,
- che, nell’ottica della coerenza tra mezzi e fini, sperimentano delle forme dei metodi di ricerca-azione basati sulla responsabilizzazione a partire da comportamenti individuali, la partecipazione attiva, l’orizzontalità,
- che provano a portare la loro sensibilità in tutti gli ambiti che hanno modo di frequentare, “spargendo” idee, spunti, esperienze, costruendo relazioni “contaminanti”, facilitando occasioni di riflessione-elaborazione e sperimentazione di pratiche.

Una rete di persone che
- si occupano da tempo di ambiente, salute, pace, diritti, emarginazione, solidarietà
- considerano la nonviolenza principio inderogabile e la applicano, come metodo, in ogni situazione, senza eccezione alcuna: nei rapporti interni alla rete, nelle iniziative esterne, nel linguaggio, nello stile di vita
- condividono un programma comune che si basi su:
- decrescita e ricerca del benessere comune nella sobrietà e nella sufficienza;
- energia solare e rinnovabile, risparmio ed efficienza, per diventare indipendenti dai combustibili fossili, dal ricatto nucleare, dagli inceneritori, dalle emissioni di gas serra e di polveri cancerogene;
- difesa della democrazia e suo ampliamento verso il basso; - società solidale e aperta alle diversità, nel rispetto delle regole di convivenza;
- difesa dei diritti, sanciti dalla Costituzione, e del lavoro;
- tutela del territorio agricolo e urbano da interventi di cementificazione continua;
- valorizzazione e tutela dei beni comuni: acqua, aria, energia, paesaggio, culture locali;
- difesa della biodiversità e degli habitat naturali.

Rete Ecologista Bolognese è un coordinamento che ha come scopi principali:
- far circolare informazioni, comunicare e fornire elementi di conoscenza per agire il cambiamento
- elaborare analisi, progetti e iniziative
- avere rapporti con le istituzioni, in piena autonomia e senza privilegiare alcuna parte politica, per sostenere obiettivi comuni.

Per far maturare questa coscienza in ognuno è necessario sensibilizzare le associazioni e le realtà che già in parte si sono messe in rete, nel tentativo di convogliare unitamente le forze per un concreto progetto di sobrietà condivisa.

Questo progetto politico serve a favorire il dibattito su un progetto di sostenibilità e sobrietà a Bologna, e scaturisce da alcuni incontri organizzati dall’Associazione ECO. L’impostazione iniziale è fornita dai relatori dei dibattiti, in particolare da Vincenzo Balzani, Gabriele Bollini, Paolo Cagnoli e Paolo Galletti. Si cerca di integrare “il pensiero globale e l’azione locale” per indicare alcune vie di cambiamento positivo per Bologna. Il documento è aperto: l’intenzione è quella di usarlo come strumento di confronto per raccogliere progressivamente eventuali altre idee per favorire azioni concrete.