Luciano Gallino: ‘Fine della democrazia? Iniziò con Thatcher. E continua con Renzi’


Il voto dei cittadini conta sempre di meno, i margini di manovra dei governi eletti - quando sono davvero eletti - sono sempre più ridotti. La logica dell'"autoritarismo emergenziale" fa il resto. Un vizio che, secondo il sociologo, ha origine negli anni Ottanta e nell'avvento del neoliberismo. Così le riforme volute dal presidente del consiglio "rispetto alla gravità della crisi si collocano tra il dramma e la barzelletta". Come venirne fuori? "Affiancando all'euro una moneta parallela. A meno che non sia la Germania a buttarci fuori"

 

( Davide Turrini su ilfattoquotidiano - 24 settembre 2015 )

“La vera società non esiste: ci sono uomini e donne, e le famiglie”, spiegava Margaret Thatcher nel lontano 1980. L’inizio della fine della democrazia che l’Europa sta vivendo nel 2015, l’annus horribilis in cui Banca centrale Europea e Fmi piegano il volere di cittadini e governo greco, è lì. All’origine dell’applicazione pratica delle politiche neoliberiste, sostiene il sociologo Luciano Gallino.
 

Chi perde e chi vince col decreto pro-inceneritori

( Rosy Battaglia su Wired.it – 9 settembre 2015 )

Il 24 settembre la conferenza Stato-Regioni esaminerà i decreti per la realizzazione di 12 nuovi inceneritori. Il governo spinge queste tecnologie come misure di green economy, dimenticandosi che bruciare rifiuti dovrebbe essere solo l’estrema ratio.
 
In principio furono “Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio-(…) per la gestione e per la tracciabilità dei rifiuti nonché per il recupero dei beni in polietilene”.  Sono le norme contenute nell’articolo 35 del famigerato decreto Sblocca Italia D.L. 133/2014, approvato dal governo Renzi il 12 settembre 2014, convertito in legge l’11 novembre scorso e riprese nel decreto attuativo del 29 luglio 2015. In pratica, nel documento che il Ministro dell’Ambiente Galletti sottoporrà alla Conferenza Stato-Regioni,  rinviata al 24 settembre prossimo (e forse anche più in là ndr ) c’è il piano di costruzione di 12 nuovi inceneritori, oltre i 42 già esistenti funzionanti e i sei autorizzati ma non esercizio, che bruciano quasi sette milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali ogni anno.
 

Oggi, a Parigi, la sinistra italiana, greca e francese lancia la sfida agli euro-tecnocrati di Bruxelles.

( di  Sergio Di Cori Modigliani  -12 settembre 2015 )

Questo pomeriggio, a Parigi, nel corso della Fete de l’Humanitè, diversi esponenti politici europei della zona euro si incontreranno per lanciare un progetto e un piano politico progressista in alternativa a questa Europa che non funziona. Qui di seguito, vi propongo la lettura di un comunicato scritto dai rappresentanti greco, francese e italiano che in Italia è stato messo a disposizione e diffuso dal sito web Huffington post. Si parte da dove Beppe Grillo si è fermato per scelta, il 31 Maggio 2014, dopo le elezioni europee.
 

La Primavera di Atene

 il discorso di Yanis Varoufakis alla Festa della Rosa di Frangy-en-Bresse. Traduzione integrale in tre parti e fonte: Essere Sinistra - settembre 2015

 
“ Un documento straordinario per comprendere il colpo di Stato antidemocratico che l’Eurogruppo ha perpetrato nei confronti della Grecia, la condizione di protettorato politico ed economico in cui versa la Grecia oggi e colpirà chiunque si opporrà ai diktat relativi all’austerità dei Signori dell’Euro. E’ una guerra contro la democrazia. E la stiamo perdendo”
 

La Cina è molto, davvero molto lontana. Quest’uomo, invece, è molto molto vicino a noi.

(di Sergio Di Cori Modigliani )

Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un paese povero. Se esiste una nazione in cui i politici al potere sono ricchi e privilegiati mentre invece il popolo e i cittadini soffrono la fame e la disoccupazione, ebbene, allora vuol dire che quella nazione è marcia e quel tipo di classe politica altro non è che la nuova modalità attuale di gestire, imporre e pianificare il colonialismo sfruttatore. Di questo passo, entro 25 anni, l’intero continente africano, ridotto al collasso, esploderà. E non sarà piacevole vederlo, per nessuno, né in America, né in Europa, né in Asia, né in Oceania. Dobbiamo muoverci adesso, ora, subito. E se non siete capaci di farlo per gli altri, per il bene, per un’idea di giustizia, e per amore dell’umanità, abbiate la compiacenza di farlo almeno per intelligenza, dimostrando che anche voi volete sopravvivere. Se non ci muoviamo immediatamente, tutti insieme, verremo spazzati via. Tutti insieme”.
          Joseph Thomas Sankara. 10 ottobre 1987, dal discorso all’Onu, a New York.
 
 L’Onu, con sede a Manhattan, New York, è considerata da molte persone una organizzazione deludente, per non dire addirittura inutile. Non è così. Per molti aspetti spesso impacciata, imbrigliata nella burocrazia governativa planetaria, e più di una volta in ritardo perché, inevitabilmente, soggetta allo strapotere di Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, rispetto a tutte le altre nazioni, ha tre grandiosi punti di forza.
 

ECOLETTERA 66 del Gruppo Cinque Terre

è uscita

ECOLETTERA 66 dell' 1 settembre 2015


La foto del giorno: Manifestazione a Seattle contro le trivelle della Shell in arrivo dopo il Via libera dell'amministrazione Obama per trivellare nell'Artico al largo delle coste dell'Alaska, una delle aree più incontaminate del pianeta. Shell aveva ottenuto le licenze nel 2008, con George W. Bush alla presidenza.

 

I soldi degli altri

Era solo un anno fa: Renzi inaugurando la Brebemi sottolineava come essa fosse “un’opera di eccellenza realizzata nei tempi previsti, che tiene conto dell’impatto ambientale, delle richieste territorio e fatta con soldi privati”.

Già allora, il primo ministro si era dimenticato di Pierluca Locatelli, l’imprenditore di Grumello al Piano rinviato a processo per traffico illecito di rifiuti nocivi. Non vedeva i chilometri di asfalto che per sempre hanno tagliato e rovinato la pianura, cambiato l’assetto delle comunità, modificato le geometrie dei territori. «L’unico scopo al quale fino a questo momento è servita la BreBeMi è stato per interrare rifiuti.
 

Barack vince a sinistra e a destra

Obamacare. Sì della Corte suprema alla riforma sanitaria. E via libera del Congresso sul Tpp

(Luca Celada da il manifesto )
 
In una delle deci­sioni più attese dell’anno la corte suprema degli Stati uniti ha dichia­rato legale le sov­ven­zioni fede­rali alla sanità pub­blica e sal­vato la riforma sani­ta­ria imple­men­tata cin­que anni fa da Barack Obama.
 
Con un voto di 6 a 3 i giu­dici hanno rite­nuto legali i fondi fede­rali elar­giti ai sin­goli stati per sov­ven­zio­nare l’acquisto di assi­cu­ra­zioni medi­che da parte di fami­glie disa­giate. Il pro­gramma era stato denun­ciato come un’ingerenza inde­bita di Washing­ton nelle ammi­ni­stra­zioni dei sin­goli stati e pur di boi­cot­tarlo molti gover­na­tori repub­bli­cani di stati con­ser­va­tori hanno rifiu­tato i fondi offerti dal governo.
 

Sblocca Italia, nel decreto del governo 12 nuovi inceneritori in 10 regioni

Si aggiungono ai 42 già in funzione e ai sei già autorizzati ma in via di costruzione. Il testo inviato ai governatori in bozza svela le intenzioni dell’esecutivo dal Piemonte alla Sicilia: verranno bruciate 2,5 milioni di tonnellate di spazzatura in più, +37% rispetto a oggi. Il ministro Galletti ha convocato una riunione tecnica per il 9 settembre: "Bisogna fare presto"

 

Marco Palombi *

 Forse qualcuno ha dimenticato il decreto Sblocca Italia, ma il governo no. E infatti il 29 luglio è arrivata alle Regioni la bozza di decreto legislativo che attua una delle previsioni del testo divenuto legge a novembre scorso: quella sugli inceneritori, cioè quegli impianti che bruciano immondizia e producono (a carissimo prezzo) energia. Il testo – che il Fatto Quotidiano ha letto – prevede l’autorizzazione di 12 nuovi inceneritori in dieci regioni: due in Toscana e Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo, e Puglia. Impianti che vanno ad aggiungersi ai 42 già in funzione e ai sei già autorizzati ma ancora in via di costruzione.
 

 

 

Il vento anti-Ue di Jeremy Corbyn tra i Labour inglesi

Pacifista e filo-palestinese, Corbyn si è candidato alle primarie per la leadership del partito come “portabandiera” della sua corrente
 
 
  Guardando quello che sta accadendo in Europa, si può convenire che la crisi, nata dalle viscere del sistema finanziario, sta modificando in profondità anche il quadro politico di alcuni Paesi. Lo testimonia la forza di movimenti e forze politiche, sia a destra che a sinistra, che mettono in discussione l’attuale governance comunitaria, ma anche le contraddizioni che attraversano i partiti cosiddetti “tradizionali”. A cominciare da quelli socialisti e socialdemocratici, nient’affatto monolitici al proprio interno, né tutti acriticamente allineati all’interno del Partito socialista europeo nella difesa del fortino a guida tedesca.