LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’



SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CURA DELLA CASA COMUNE
 
 

INDICE
Laudato si’, mi’ Signore [1-2] . . . . . . 3
Niente di questo mondo ci risulta indifferente [3-6] 4
Uniti da una stessa preoccupazione [7-9] . . . .7
San Francesco d’Assisi [10-12] . . . . . . . 9
Il mio appello [13-16] . . . . . . . . . . 12

Capitolo primo

QUELLO CHE STA ACCADENDOALLA NOSTRA CASA [17-19]
I. Inquinamento e cambiamenti climatici 18
Inquinamento, rifiuti e cultura dello scarto [20-22] . . . . . . . . . . . .18
Il clima come bene comune [23-26] . . . 20
II. La questione dell’acqua [27-31] . . 24
III. Perdita di biodiversità [32-42] . .27
IV. Deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale [43-47] . .  .34
V. Inequità planetaria [48-52] . . . . 36
VI. La debolezza delle reazioni [53-59] 42
VII. Diversità di opinioni [60-61] . . .46
 
 

Verso una regressione di settanta anni

 

Syriza chiama la sinistra europea. Non vi è «Grexit» che non conduca all’esclusione della Grecia dall’Unione europea, che porterà alla disintegrazione di quest’ultima

 

( Étienne Balibar *  il manifesto  - 10 luglio  2015 )

Per­ché i Fran­cesi seguono le tappe della «crisi greca» con una tale pas­sione, come se la pro­pria sorte ne dipen­desse? Per­ché è pro­prio così, ne va del loro destino. Ognuno di noi è coin­volto per ragioni per­so­nali, pro­fes­sio­nali ed intellettuali.
Ma la que­stione di fondo è quella poli­tica: è l’attualità della poli­tica, la sua resi­stenza alla gover­nance, la sua capa­cità di ricon­qui­stare il posto che deve occu­pare in una società di per­sone libere.
Ecco cin­que ipo­tesi, che credo siano con­di­vi­si­bili, ma di cui sono l’unico responsabile.
 

Am Gleisdreieck: il parco di Berlino in mezzo ai binari abbandonati della ferrovia

 
Dal 2011 Berlino ha un’altra grandissima area verde: il parco a Gleisdreieck. Si estende per circa 26 ettari nel raccordo triangolare che collega gli storici siti ferroviari delle stazioni merci “Potsdamer” e “Anhalter”. Il suo nome deriva dalla stazione metropolitana di Gleisdreieck, triangolo di binari, che perde la sua originaria forma nel 1912, quando dopo una serie di gravi incidenti viene progettato un nuovo incrocio di scambio.
Il Gleisdreieck è un parco pubblico con impianti ricreativi nell’area ovest di Kreuzberg, al confine con Schöneberg e Tiergarten. Il complesso progetto di riqualificazione dell’area, iniziato nel 2006 vede, come spesso succede a Berlino, la partecipazione attiva dei cittadini impegnati attivamente nella pianificazione del parco, che nasce dalle ceneri di aree infrastrutturali ormai abbandonate. Il vecchio tracciato della linea ferroviaria principale nord-sud divide il parco in 2 aree, l’Ostpark inaugurato a settembre 2011 e il Westpark.
 

 

Sviluppo sostenibile: salvare il pianeta si può o bisogna tornare indietro di qualche secolo?

di Loretta Napoleoni su ilfattoquotidiano – 21 giugno 2015


Anche il Vaticano si è accorto dei cambiamenti climatici ed incoraggia il mondo a ridimensionare il consumo di idrocarburi. Ma se è vero che la desertificazione in Africa costringe intere popolazioni a migrare verso la ricca Europa e la debolezza dei monsoni mette sul lastrico ogni anno milioni di contadini indiani, è anche vero che il surriscaldamento della terra è iniziato con la rivoluzione industriale. Un fenomeno, quest’ultimo, che nel lungo periodo ha prodotto benessere, diminuito la mortalità nei paesi industrializzati e che ha dato vita al modello di sviluppo più popolare, anche se ormai ‘insostenibile’ in termini climatici.
Come conciliare il desiderio di industrializzazione dei 3 miliardi di poveri nel mondo, coloro che il Papa giustamente identifica con le prime vittime del surriscaldamento della terra, con l’applicazione di un modello di industrializzazione che uccide il pianeta? Le alternative sono due: o torniamo ad un modello di vita antecedente alla rivoluzione industriale o ne inventiamo uno nuovo.
 
 

Quello che possiamo fare

 

Gruppo Cinque Terre
documento annuale - giugno 2015
Non è facile riordinare ragionamenti in un contesto così intricato come quello di oggi nel mondo e in Italia indicando una prospettiva che non tenda al pessimismo. Per l’Italia in particolare le prospettive sembrano grigie ma solo dall’analisi brutale della situazione può emergere qualche spiraglio di idee e di proposte per i prossimi anni.
Il documento annuale del Gruppo Cinque Terre tenta una operazione verità e suggerisce scelte difficili ma secondo noi inevitabili.
 

Meno guerre ma più morti

  I morti causati dalle guerre nel mondo è cresciuto del 60% negli ultimi due anni. Le vittime hanno toccato quota 180mila nel 2014, mentre nel 2012 erano state 110mila. Diminuisce il numero di conflitti ma i combattimenti sono più violenti, più “intensi”,  perché avvengono spesso in aree urbane.

 

( di Ennio Remondino da Remocontro.it - 9 giugno 2015 )

 
I dati sono dell’International Institute for Strategic Studies, l’Iiss, e diffusi da AsiaNews. I numeri dicono molto ma non spiegano tutto: ed esempio il fatto che le morti causate dalle guerre nelle mondo è cresciuto del 60% negli ultimi due anni mentre diminuisce il numero dei conflitti. 180mila vittime nel 2014, mentre nel 2012 erano state 110mila: quel pesante 60% in più. Dato rovesciato il numero delle guerre, dalle 63 del 2008 alle 42 dell’anno scorso. Meno conflitti ma combattimenti che risultano più violenti, cruenti, che avvengono spesso in aree urbane provocando molte vittime civili.
 

Autostrade, Bankitalia: “In 20 anni ricavi raddoppiati, ma investimenti al palo”

Il Servizio di struttura economica di via Nazionale ha calcolato che le concessionarie hanno visto i proventi salire dai 2,5 miliardi di euro nel 1993 agli oltre 6,5 miliardi nel 2012 grazie ad aumenti delle tariffe. Che non si sono però tradotti in interventi per migliorare la rete. E' la diretta conseguenza dei rinnovi senza gara e per tempi troppo lunghi

 

( da ilfattoquotidiano 11 giugno 2015 )

L’Italia è il Paese di Bengodi per le concessionarie autostradali. A dimostrarlo, numeri alla mano, nel corso di un’audizione in commissione Ambiente alla Camera è il capo del Servizio di struttura economica della Banca d’Italia, Paolo Sestito: “Negli ultimi venti anni – ha detto – i ricavi delle concessionarie sono più che raddoppiati, passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a oltre 6,5 miliardi nel 2012.

Messico, domenica il voto: ucciso il 5° candidato in 4 mesi. 20 i politici trucidati

  Le elezioni di midterm chiameranno 83 milioni di messicani a scegliere deputati, sindaci e i governatori di 9 stati. L'ultima vittima è Miguel Ángel Luna Munguía, freddato martedì mentre si trovava nel suo ufficio a Valle de Chalco. Secondo l’International Institute for Strategic Studies di Londra, il Messico è il 3° paese con più morti in un conflitto armato dopo Siria ed Iraq

 


Martedì scorso Miguel Ángel Luna Munguía si trovava nel suo ufficio a Valle de Chalco, nel centro del Messico, quando un commando armato ha fatto irruzione e gli ha sparato a bruciapelo. Il politico stava preparando la chiusura della sua campagna elettorale per le consultazioni di domenica, che chiameranno 83 milioni di messicani a scegliere deputati, sindaci e i governatori di nove stati. “L’attentato è un episodio isolato”, ha affermato il governatore dello Stato del Messico, Eruviel Ávila Villegas. In realtà, da febbraio ad oggi sono stati uccisi 20 politici, 5 di loro erano candidati alle elezioni.
 

ECOLETTERA 63 del Gruppo Cinque Terre

costruire la transizione: un nuovo ecologismo - democrazia - giustizia - nuovi lavori  
     

 

editoriale 1: Spese militari crescono nonostante gli annunci: 13 miliardi in armi in 3 anni
 
Il Documento programmatico pluriennale della Difesa per il 2015-2017 smentisce gli annunci di riduzione di spesa. Quest'anno le forze armate - carabinieri esclusi - ci costeranno 17 miliardi, di cui 4,7 per acquisto di materiale bellico, aerei e navi da guerra, carri armati, missili e fucili: la stessa cifra spesa nel 2014. Per rinnovare l’arsenale bellico nazionale, il governo Renzi programma di spendere almeno 13 miliardi in tre anni, una cifra enorme che consentirebbe la restituzione integrale delle pensioni illegalmente decurtate da Monti. Nessun taglio agli F35. ( Enrico Piovesana su ilfattoquotidiano.it )

 

 

editoriale 2 : Fonti fossili: 10 milioni di dollari di sussidi al minuto. Lo studio shock del FMI

 

 
Le sovvenzioni a favore delle fonti fossili nel 2015 sono state superiori alla spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo. Una cifra scioccante, pari a 5,3 trilioni di dollari pari al 6,5 per cento del PIL mondiale. Due anni fa, nel 2013 erano 4,9 trilioni. Si parla di 10 milioni di dollari di sussidi al minuto. Tutto questo accade mentre si parla di trovare soluzioni per salvare il clima e mentre si attende la conferenza delle Nazioni Unite di Parigi, alla fine di quest'anno. A rivelare le amare cifre è stato uno studio del Fondo Monetario Internazionale, dal titolo “How Large Are Global Energy Subsidies?”, secondo cui a favore di petrolio e carbone si spende più denaro di quello destinato alla salute. La vasta somma è in gran parte dovuta a chi inquina non pagando le imposte ai governi, legate alla combustione di carbone, petrolio e gas. Secondo Nicholas Stern, economista della London School of Economics “questa analisi è molto importante e frantuma il mito che i combustibili fossili siano a buon mercato, mostrando quanto siano enormi i loro costi reali..” ( Francesca Mancuso da   greenme.it )   leggi
 

editoriale 3: Dalla Spagna all’ Italia ? : nuova musica vuole nuovi suonatori
 

 

Domenica 24 maggio si sono svolte le elezioni amministrative in Spagna, sia per le Comunità autonome ( tutte le regioni ad eccezione dell’Andalusia dove le elezioni si sono svolte il 22 marzo, della Catalogna che voterà il 27 settembre, dei Paesi Baschi e la Galizia che voteranno nel 2016 ), sia in centinaia di comuni fra i quali tutti quelli principali. Il movimento di Podemos ha guadagnato molti seggi a scapito dei partiti tradizionali come il Partito popolare e soprattutto il Partito socialista. Anche Ciudadamos, nuovo movimento anticasta ma di stampo moderato, ha avuto un discreto risultato. Hanno vinto insomma i nuovi suonatori che suonavano una nuova musica invece delle note stonate del vecchio bipolarismo di PP e PSOE. ( di Massimo Marino) leggi
 

Possiamo sfidarli?

di Caterina Amicucci *
 
La stampa italiana ha proclamato in maniera unanime ed errata la vittoria di Podemos alle elezioni amministrative spagnole. Basta dare uno sguardo ai dati elettorali per capire che la notizia è semplificata al punto da essere falsa. Il Partito Popolare pur avendo perso due milioni e mezzo di voti si conferma il partito più votato, seguito a brevissima distanza dal partito socialista. Podemos si attesta, salvo poche eccezioni, come terzo o quarto partito a seconda delle regioni e delle città. Lo stesso Pablo Iglesias ha commentato domenica a urne chiuse che “la dissoluzione dei partiti tradizionali e la fine del bipartitismo si sta dimostrando un processo più lento di quello che speravamo”.