energia

Sorpasso storico, gli Usa oggi sono «il più grande produttore mondiale di petrolio e gas»

  I dati diffusi da Bank of America, ma il declino sarà rapido- Se l’Europa giocasse le sue carte sull’economia verde, questa potrebbe essere una buona notizia (anche) per noi

 


Il D-day per la rivoluzione energetica americana è arrivato prima del previsto. Secondo i dati raccolti e diffusi oggi in un rapporto da Bank of America, una delle più grandi banche commerciali al mondo, gli Stati uniti hanno raggiunto la vetta dei produttori di energia fossile: nei primi 6 mesi dell’anno nessun’altro ha prodotto più petrolio greggio, neanche l’Arabia saudita. Un dato che, sommato all’altro record di produzione energetica (quello di gas naturale, conquistato già nel 2010) dà una prospettiva più chiara del successo economico che è tornato da tempo a contraddistinguere le performance americane.
 
 

Standby non vuol dire spento

   dai dispositivi elettronici sprechi per 80 miliardi di dollari l’anno *

 

IEA: ci sono già le tecnologie per risparmiare 600 TWh, quanto producono 200 centrali a carbone

L’International energy agency (IEA), ha presentato il rapporto “More Data, Less Energy: Making Network Standby More Efficient in Billions of Connected Devices” secondo il quale «Oggi nel mondo ci sono 14 miliardi di dispositivi elettronici  - come set-top box, modem, stampanti e console da gioco – che sprecano circa 80 miliardi di dollari all’anno a causa della tecnologia inefficiente». Un problema destinato a peggiorare entro il  2020, quando secondo l’IEA andranno sprecati 120 miliardi di dollari.
 

Germania: La città dell’ efficienza energetica

 

di Maria Rita D’Orsogna*

 
Wildpoldsried è un piccola città tedesca vicino a Monaco di Baviera e di 2.600 abitanti, dove nel 2011 hanno prodotto oltre il 321 per cento dell’energia che gli serve da rinnovabili.

 
Sono partiti nel 1997, quando si decise che si dovevano costruire nuove industrie e infrastrutture senza creare debiti. La città aveva anche problemi di inondazioni ed allagamenti. Nel 2000 ricevono dei fondi europei per lavorare su sistemi di prevenzione per le inondazioni, ed il sindaco decide che sarebbe stato utile includere un sistema naturale di assorbimento del’acqua usando le lagune locali. Queste avrebbero filtrato e poi rilasciato l’acqua piovana in modo controllato ne ruscelli locali. Sono partiti cosi, e poi l’idea di fare tutto “naturale” non si è fermata e nel giro di pochi anni hanno rivestito gli edifici comunali con pannelli solari, creato digestori a biogas per la città e installato sette pale eoliche. 190 famiglie si sono installate i pannelli sui tetti e la città ha creato dei mini impinati idroelettrici. E cosi, non solo Wildpoldsried ha prodotto il 321 per cento dell’energia in più rispetto a quel che gli serve, ma ha anche guadagnato 4 milioni di euro nel re-immetterla in rete. E non solo, la città è diventata meta di investitori di vario genere che vengono qui attratti dalle condizioni agevolate di fare business.
 
 

Francia: La transizione energetica con il 50% di nucleare non piace ai francesi

Presentato le linee del progetto di legge che riduce la quota dell’energia atomica del 25% entro il 2025


Il 18 giugno il ministro dell’Ecologia francese, Ségolène Royal (nella foto), ha presentato le linee del progetto di legge di 80 articoli sulla transizione energetica, che si basa sul rinnovamento termico degli edifici, sui trasporti e sulle energie rinnovabili e che porta la quota dell’energia nucleare dal 75 al 50% entro il 2025.
Si tratta di un testo ambizioso che prevede, entro il 2050,  il dimezzamento dei consumi energetici e di ridurre del 75% le emissioni di gas serra. Due obiettivi condivisi da Europe Écologie Les Verts che però non ci stanno sul nucleare. Il deputato verde Denis Baupin ha detto a Le Monde: «Abbiamo detto chiaramente che non vogliamo contentarci di un obiettivo del 50% e che mancano i modi per arrivarci. Vogliamo una road map che sia chiara sulla durata di vita delle centrali nucleari (40 anni) e che ci sia la capacità da parte dello Stato di poter rimette EDF sui binari se non ci volesse restare».
 

La Cina non ha più paura di Fukushima: 88 GW di nucleare entro il 2020

Prevista una crescita del nucleare nel mondo, ma i rischi sono altissimi

Zhang Huazhu, il capo dell’Associazione dell’energia nucleare della Cina, ha detto che «La capacità nucleare installata della Cina, compresa quella operativa ed in costruzione, dovrà raggiungere gli 88 GW entro il 2020. L’elettricità nucleare svolgerà un ruolo più importante nel miglioramento della struttura energetica della Cina, mentre il paese si confronta con il cambiamento climatico e l’inquinamento dell’aria»
Lo smog venefico che ha avvolto le città cinesi sembra aver fatto scomparire anche il disastro nucleare di Fukushima Daiichi nel vicino Giappone che aveva consigliato al regime comunista cinese una saggia frenata riguardo ai suoi mega progetti nucleari anche in aree a forte rischio terremoto/tsunami.
 

Ultim'ora: golpe a Bruxelles dei colossi dell'energia fossile. De Benedetti e i tedeschi esultano.

di Sergio Di Cori Modigliani *

Povero Renè!
Mi riferisco qui al pittore belga Renè Magritte (autore dello splendido quadro la cui immagine vedete riprodotta in bacheca) geniale artista europeo, tra i miei preferiti in assoluto.
Se sapesse che cosa gli hanno fatto!
A Bruxelles, infatti, città in cui è nato e vissuto, hanno aperto qualche anno fa il Museo Magritte, dedicato alla sua prolifica attività. L'edificio comprende, oltre alle sale di esposizione, archivi, biblioteca, anche una grande sala di riunioni che ospita cenacoli a pagamento di enti, istituzioni, gruppi istituzionali riconosciuti. In questa sede si sono riuniti i responsabili rappresentanti gli interessi delle grandi corporation planetarie dell'energia, del carbone, del cemento e del petrolio e hanno messo in piedi la più potente lobby europea in assoluto, da allora nota come "il gruppo Magritte".
 
Compito di questo gruppo consiste nell'attaccare in ogni modo l'estensione dell'attività in sede ambientale per la diffusione di sistemi di produzione di energia alternativa al fossile, evitare che si diffonda il solare, l'idrogeno, la produzione di energia bio-sostenibile. Pressano i governi, impongono le regole promuovendo i loro impiegati esecutori dentro le commissioni, fanno affari sulla pelle dei cittadini che ignorano la loro attività.
 

Energia elettrica, grazie alle rinnovabili l’Italia auto produce il 90% della domanda

di Fabio Tognetti *

Terna pubblica il suo nuovo rapporto mensile. Con la crisi i consumi elettrici calano ancora, ma le fonti pulite crescono.

 

Il Rapporto mensile sul sistema elettrico nazionale, pubblicato da Terna, fotografa impietosamente la crisi economica del nostro Paese, certificando per l’ennesima volta il crollo dei consumi elettrici rispetto all’anno passato. Ma non ci sono solo cattive notizie: infatti il Rapporto descrive un’Italia che si basa sempre di più sulla produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e diminuisce drasticamente la produzione termoelettrica. Cala inoltre il saldo negativo con l’estero, proprio grazie all’apporto di energia pulita prodotta a livello nazionale. Secondo i dati Terna, nel mese di settembre 2013, l’energia elettrica richiesta nel nostro Paese, pari a 26,1 TWh (terawattora), è diminuita del 2,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il nucleare non conviene più. Entergy chiude una centrale nel Vermont: “Tutta colpa dello shale gas”

 Il presidente di Entergy, William Mohl, ha detto che l’impianto cesserà di funzionare entro la fine del 2014 e ha ammesso che si tratta di una scelta resa necessaria dal cambiamento del mercato energetico Usa


Dal nucleare al fotovoltaico: l’Iran installa impianti di energia solare in 5 paesi

 Mehr, l’agenzia ufficiale dell’Iran, scrive che «gli ingegneri iraniani sono riusciti a progettare, produrre e installare impianti di energia solare in 5 paesi». Così, la Repubblica islamica si distrae almeno per un attimo dal fronte energetico nucleare, allentando la propria fregola per l’uranio per guardare anche a tecnologie energetiche ben più pulite.

Eolico a prezzi stracciati: in Usa costi ai minimi storici

Cali del 20-35% rispetto al 2008, e la pale sono sempre più costruite in America


Nel 2012 il 43% di tutta la nuova produzione energetica a stelle e strisce proviene dal vento Il Lawrence Berkeley National Laboratory (Lbnl), un ramo del Dipartimento dell’energia Usa ha recentemente pubblicato il suo 2012 Wind Technologies Market Report dal quale emerge che negli Usa sono stati collegati alla rete 13,1 GW di eolico, che rappresentano il 43% di tutta la nuova produzione energetica installata nel 2012. Una performance che si spiega anche come, negli Usa, un credito d’imposta aiuti a compensare il costo del capitale di parchi eolici, ma nonostante gli enormi investimenti, in parallelo calano i prezzi dei contratti dell’energia eolica arrivati ad una media di 40 dollari per megawatt-ora). Secondo L’Lbnl, il motivo del calo del prezzo dell’energia eolica è da ricercarsi nella simultanea diminuzione, dal 2008, del 20 – 35% dei prezzi delle turbine eoliche, insieme al miglioramento dell’efficienza delle turbine nel convertire anche il vento più debole in elettricità.