europe ecologie

LETTERA APERTA AL "SOGNO"

di Maurizio Di Gregorio
 
Lettera aperta ai promotori dell’appello
“ Abbiamo un Sogno”
 
Quando venne pubblicato a settembre l’appello chiamato “Abbiamo un sogno”  vi ho aderito  subito e poi in seguito, su richiesta di Michele Dotti sono diventato,  insieme ad altri, uno dei sette soci fondatori, inel  direttivo della relativa associazione, che non si è mai riunito in 4 mesi.
 
Leggendo l’appello (http://www.gruppocinqueterre.it/node/672), mi ero ritrovato insieme a qualche altro migliaio di sottoscrittori nel progetto di “un nuovo soggetto politico estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche”, un nuovo soggetto che “raccogliendo i settori più attivi della società civile si organizzasse per il cambiamento politico creando una alternativa credibile seria e affidabile”. Un movimento del buonsenso, queste le parole testuali dell’appello, dal compito più grande di ogni altro partito politico esistente. Mi aveva negativamente colpito anche la durezza della stroncatura di Maurizio Pallante che parlava di un incubo.(http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/10/il-sogno-di-dotti-assomiglia-a-un-incubo/59184/)

Europe Ecologie: guai in vista?

  di Massimo Marino

  In Italia nessuno se ne è accorto, ma Europe Ecologie non esiste più; al termine del congresso di 4000 delegati  a Lione, con il quale ufficialmente è nato il terzo partito della Francia, che porterà l’ex  magistrato anticorruzione  Eva Joly fra 16 mesi  alla sfida delle elezioni presidenziali del 2012, il nome è stato cambiato, espressione del compromesso fra i diversi fondatori : Europe Ecologie-Les Verts  è il nuovo nome e Cecile Duflot, segretaria di Le verts, è diventata responsabile della nuova formazione.

Intervista a Cohn Bendit

…Ospite e padrino della Costituente Ecologista, che il 18 novembre si è riunita al Teatro Eliseo di Roma, Cohn-Bendit ha rapito l’attenzione della platea parlando dell’importanza di unire i movimenti ecologisti all’interno di un percorso condiviso, “né a destra né a sinistra, ma avanti”, e sottolineando la necessità di convincere le persone, senza eccedere in catastrofismi, per arrivare ad una trasformazione green della società e della politica. Il suo messaggio in ultima sintesi? Per superare la crisi ambientale-economica-sociale serve maggior coesione tra i movimenti ed una loro migliore partecipazione nella società.

L'ecologia vera, qui in Italia, sarà possibile?

     di Eduardo Zarelli

Dove va l'ambientalismo italiano dopo la crisi della vecchia area verde? Intanto si scioglie ufficialmente la federazione dei Verdi, residuo parcellizzato delle varie esperienze partitiche dell'ambientalismo nostrano e nasce la Costituente ecologista. In realtà, le tematiche di riferimento risultano - più o meno strumentalmente - patrimonio trasversale di più compagini politiche, così come di buona parte della cosiddetta società civile. E questo tenderebbe ad allontanare la nuova Costituente dal connubio con la sinistra radicale e la avvicina, almeno nelle intenzioni, all'Europa. La nuova aggregazione parte con un appello firmato da molte personalità, tra cui Mario Tozzi, Luca Mercalli, Marco Roveda, Nicola Caracciolo, Massimo Scalia, Gianfranco Bettin, Marco Boato e Loretta Napoleoni.

ECOLOGIA E INTERNET

La campagna europea 2009 non ha suscitato un grande interesse da parte dei francesi, ma permette oggi di tracciare un primo quadro della politica attraverso il web a tre anni dalle elezioni nazionali, le presidenziali del 2012.

Per le elezioni europee, tutte le parti si sono impegnate ad seguire un metodo inspirato dalle strategie della campagna di Obama negli USA. Due forze politiche, Europe Ecologie e Libertas, sembrano aver avuto successo utilizzando uno strumento che merita un’analisi.
Si tratta, come è noto, dello strumento del “social network” e l’importanza del collegamento tra online e l’offline, che sono stati utilizzati dalle forze politiche francesi.
Europe Ecologie è per definizione un’aggregazione che trova su internet il nocciolo della sua organizzazione, mentre Libertas partito d’opposizione si è servito di internet in maniera più aggressiva.

REGIONALI FRANCIA SINISTRA ED ECOLOGISTI AL 54%

L’alleanza sinistre-ecologisti supera il 54%, i conservatori al 36% l’estrema destra al 9%. Conquistate 24 regioni (compresa la Corsica) su 26. Ai conservatori solo l'Alsazia e l'ex colonia della Guyana. In Bretagna, unica regione senza accordo al secondo turno fra Socialisti ed Europe Ecologie, gli ecologisti passano dal 12,2 % del I° turno al 17,4% del II° turno ed eleggono comunque 11 degli 83 seggi totali nella regione. C’è stato un lieve aumento dell’affluenza che non ha avvantaggiato nessuno. Gli ecologisti dovrebbero avere in totale circa 270 eletti nelle regioni.

REGIONALI FRANCIA AL SECONDO TURNO

di Massimo Marino

Domenica 21 si svolge il second turno delle elezioni nelle 22 regioni francesi e nelle 4 ex colonie, ad una settimana dal primo voto i cui risultati si possono riassumere in 4 punti:

1) Si è ripetuto il forte assenteismo già emerso alle elezioni europee; ben il 53% degli elettori si sono astenuti facendo dire a molti osservatori che “i francesi rifiutano i partiti e la politica classica “.

2) I socialisti, che governano, a volte con sinistre ed ecologisti, in quasi tutte le regioni (meno Alsazia e Corsica) risalgono dal risultato disastroso (16,4% ) delle europee e arrivano al 29,5 % superando i conservatori dell’UMP fermatisi al 26,3 %. Modesto il risultato del MoDem di Baryou ( circa il 4% ) praticamente fuori dal gioco, che si è orientato al voto verso la coalizione sinistra -ecologisti.

FRANCIA ECOLOGISTI AL 15%

Leggermente meno da quanto previsto nei sondaggi ma sempre un buon risultato: Europe Ecologie raccoglie il 13,3 % dei voti e si conferma, dopo il 16,5 delle europee, terza forza politica in Francia determinante per ogni maggioranza di governo. nelle prossime ore giungeranno i risultati dettagliati delle 26 regioni francesi. Intanto per approfondire:
Il Partito socialista prima forza di Francia con il 29,1%, il partito di Sarkozy al 27,3%, Ecologisti 12,5%, altre liste verdi 2% Le Pen 11% leggi tutto....

EUROPE ECOLOGIE: NO AI PARADISI FISCALI

In Francia, i governatori ecologisti boicotteranno le banche che operano nei paradisi fiscali In Francia si prepara una ribellione contro le banche. Le regioni che saranno eventualmente guidate da Europe Ecologie, non faranno più ricorso ai servizi finanziari degli istituti di credito che hanno filiali nei paradisi fiscali. E, tra queste, ci sono ovviamente anche le quattro banche quotate alla Borsa di Parigi.