internazionali

Il quadro planetario è cambiato. Il mondo sta cambiando. Intanto, la nostra Italietta sta a guardare.....

di Sergio Di Cori Modigliani *

Di geo-politica e della nostra situazione strategica come nazione.

Il mondo sta cambiando, ma in Italia si fa finta di niente.
Non ci si può certo lamentare, poi, se si arriva, immancabilmente, in ritardo ai grandi appuntamenti con la Storia.
Lunedì 2 Febbraio arriva in visita ufficiale a Roma il premier greco Alexis Tsipras.
Porta, dentro al suo carniere, una bomba politica.
Al di là della vulgata comune che lo dipinge (a seconda dei casi e degli schieramenti) come uno che "gliele canta" alla Merkel, oppure come uno che si è venduto a Mario Draghi, oppure come un populista che affonderà la Grecia, arriva da noi colui che -in questo momento- è considerato dagli analisti di geo-politica come la personalità politica più importante del mondo in questo momento. 

 

Crociate:L’imminente battaglia dell’Europa

di John Feffer *

Durante la prima Crociata, mentre andavano a combattere  i Musulmani infedeli a Gerusalemme, i pellegrini armati si sono fatti una domanda provocatoria: perché dovremmo  fare un lungo viaggio per uccidere delle persone che conosciamo a malapena quando possiamo massacrare ugualmente degli infedeli più vicino a casa? E così i crociati dell’11° secolo hanno intrapreso uno dei primo pogrom europei contro gli ebrei. Questa furia antisemita nel cuore del continente aveva il vantaggio aggiunto di aiutare a finanziare la prima Crociata, dato che i pellegrini si impossessavano della ricchezza degli ebrei che uccidevano.
 
L’Europa sta assistendo ancora una volta al danno collaterale dei conflitti nel Medio Oriente. Gli estremisti che sono coinvolti in una crociata di tempi moderni in Medio Oriente – o ai quali è stato impedito di  fare il viaggio in Iraq o in Siria – si sono fatti una domanda molto simile a quella dei loro omologhi dell’11° secolo: perché non uccidere gli infedeli “a portata di mano” piuttosto che gli infedeli lontani? La domanda – e la risposta come è stata  messa in scena  la settimana scorsa negli uffici di Charlie Hebdo e in un supermercato kosher a Parigi – è brutta oggi come lo era più di 900 anni fa. In entrambi i casi, i crociati credevano che le loro azioni fossero di importanza storica. Nell’11° secolo, è stato Papa Urbano II che ha emesso la chiamata alle armi che ha trasformato i cristiani sedentari in predoni globali. Oggi sono lo Stato Islamico e al-Qaida che invitano i loro seguaci a uccidere gli empi.
 

Buon inizio d’anno ?

di Giovanni Chiambretto *

Sarà un anno pirotecnico e spettacolare, purtroppo. Vediamo i primi passi di questo 2015.

1)      Parigi. L’attenzione mondiale sull’attentato, la caccia ai terroristi, la Marche Repubblicaine.
Non sapremo mai cosa veramente è successo e perché. Sono tutti morti. Possiamo solo fare delle ipotesi per mettere insieme pezzi che sembrano non combaciare (la carta d’identità, la fuga nei boschi, la trattativa, la soluzione finale). Non ci eserciteremo nell’elaborazione di teorie o spiegazioni che, non disponendo di elementi certi, possono solo portare a spiegazioni insoddisfacenti e contestabili. Ci limiteremo a considerare gli esiti sociali e politici delle giornate di Parigi.
Premesso che la popolarità di Hollande è stimata positivamente dal 13% dell’elettorato francese (ed in tendenziale calo) è evidente che il futuro politico del presidente è ormai concluso ed in caduta libera i consensi al Partito Socialista. La capacità (e la volontà) di questa amministrazione di incidere nelle dinamiche europee, al di là delle parole, è ormai a zero. Il pallino è nelle mani della Merkel  e di Draghi.

Grecia: All’orizzonte un’alleanza di governo anti memorandum


Intervista. L'analisi di Zissis Papadimitriou, professore di sociologia generale e politica all’Università di Aristotele di Salonicco

di Pavlos Nerantzis *

 

Syriza, la sini­stra radi­cale greca, è in testa a tutti i son­daggi con una per­cen­tuale attorno al 28% e qual­che punto di van­tag­gio rispetto al par­tito di Nea Dimo­kra­tia (24%). Seguono poi le altre forze poli­ti­che: i socia­li­sti del Pasok, To Potami, una nuova for­ma­zione di cen­tro, i comu­ni­sti del Kke, i Greci indi­pen­denti (Anel), un par­tito di destra nazio­na­li­sta e i nazi­sti di Alba Dorata con per­cen­tuali tra il 3% e 6%. Invece, la Sini­stra demo­cra­tica (Dimar), gli Eco­lo­gi­sti verdi e Antar­sya, una for­ma­zione della sini­stra extra­par­la­men­tare, non supe­rano la soglia del 3%.
 

Mense e cliniche, le trincee di Syriza

di Angelo Mastrandrea *

 

Reportage. Cibo e assistenza sanitaria gratuita, attività culturali e media. Viaggio nelle roccaforti della sinistra radicale greca che ora vuole governare. Tra farmacie sociali e fabbriche recuperate, cibo ai poveri e assistenza ai migranti

 

Nella sala d’attesa della Kifa alle spalle del Muni­ci­pio di Atene ogni paziente rimane ad aspet­tare il suo turno disci­pli­na­ta­mente. C’è chi aspetta di pre­sen­tare la pre­scri­zione medica e pren­dere i far­maci che gli spet­tano, chi è in fila per una visita odon­to­ia­trica e chi per una con­su­lenza psi­co­lo­gica. Cate­rina si occupa di smi­stare il traf­fico, indi­riz­zando i pazienti là dove serve. Snoc­ciola qual­che cifra: «Da quando abbiamo aperto, nel gen­naio del 2013, sono state effet­tuate 2.364 ope­ra­zioni den­ti­sti­che, 5.580 visite, 2.500 medi­ca­zioni e una ven­tina di ope­ra­zioni ambu­la­to­riali». A prima vista sem­bra di essere finiti in un ambu­la­to­rio medico come tanti altri, rica­vato in un con­for­te­vole appar­ta­mento del cen­tro della città. Invece si tratta di una Kifa, un acro­nimo che indica una cli­nica e far­ma­cia sociale. Qui arri­vano a farsi visi­tare o a pren­dere medi­ci­nali, a frotte, gli esclusi dalla sanità pubblica.

28 intergruppi al Parlamento Ue: dai giovani, al clima, alla lotta alla criminalità organizzata

GiovanidisabiliLgbt, caccia, bambinipovertà,clima e diritti umani. Saranno ben 28 i gruppi “interparlamentari” che sono nati al Parlamento europeo e che saranno comunicati ufficialmente domani dalla Conferenza dei presidenti. Eunews ne ha avuto oggi la lista.

 

Gli intergruppi riuniscono eurodeputati provenienti da tutti i partiti, che decidono di unirsi nelle battaglie per una tematica comune. Sono informali, ma hanno delle regole rigide per potersi formare, dato che possono accedere a finanziamenti e sono un importante luogo di confronto. Le norme per il 2015 prevedono la partecipazione di 22 esponenti sia per il Partito popolare europeo (Ppe) che dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D). 9 sono invece i membri dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) e del partito Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa (Alde), e 7 i deputati di Verdi europei, Sinistra europea (Gue) ed Europa della libertà e della democrazia diretta (Efdd).

Isis, guerre di conquista e guerre tra poveri. L’odio razziale è anche in Occidente

 Isis, guerre di conquista e guerre tra poveri. L’odio razziale è anche in Occidente

 
di Loretta Napoleoni *
 
Nel caos geopolitico in cui ci troviamo, nel labirinto della vita virtuale in cui diventa sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione e di fronte a fenomeni inquietanti come gli scontri di piazza razziali negli Stati Uniti e l’ascesa in Medio Oriente dello Stato islamico, meglio noto come Isis, si alza la voce di Papa Francesco, che come un faro che cerca di squarciare le tenebre esistenziali in cui siamo piombati.
 
C’è ben poco da stare allegri: sullo sfondo della deflazione e di fronte all’ascesa della disoccupazione, non solo in Italia, ma a giudicare dai fatti di Ferguson, anche oltreoceano, si profila lo spettro del razzismo. L’Isis lo pratica quale strategia primaria per rendere la società il più omogenea possibile, una tattica che facilita la raccolta del consenso all’interno del territorio da questo controllato, il Califfato.
 

C’è il Messico nel nostro futuro

di   Luciana Castellina *

Reportage. In una Città del Messico percorsa dalle proteste per i 43 studenti scomparsi, alla sbarra del Tribunale dei Popoli il Trattato che liberalizza gli scambi con il Nord America
Resterà impressa nel ricordo di tutti quelli che erano lì (anche io, per­ché sono mem­bro della giu­ria inter­na­zio­nale) la ses­sione finale del Tri­bu­nale Per­ma­nente dei Popoli riu­nito a città del Mes­sico dal 12 al 15 novem­bre con il titolo «Libero com­mer­cio, violenza,impunità e diritti umani dei popoli. Capi­tolo mes­si­cano»: per l’orrore e la pena pro­vata nel sen­tire diret­ta­mente dalla voce di tre com­pa­gni di scuola dei 43 ragazzi despa­re­ci­dos della scuola nor­ma­les di Ayo­tzi­napa il rac­conto det­ta­gliato di cosa è acca­duto quel 26 set­tem­bre. Quando anni di mas­sa­cri si sono con­den­sati in poche ore di barbarie.
Nell’enorme tea­tro dell’Università, la famosa Unam, affol­lato dei rap­pre­sen­tanti di più di mille comi­tati di base che per 3 anni hanno pre­pa­rato la docu­men­ta­zione per il giu­di­zio (cin­que­cento denunce det­ta­gliate), si è fatto un silen­zio asso­luto. Fra i par­te­ci­panti anche molti fami­liari degli ana­lo­ghi e altret­tanto impu­niti delitti pre­ce­denti con fra le mani i car­telli coi nomi dei loro con­giunti scom­parsi o ammaz­zati. Solo nello stato di Guer­rero, in tre anni, 17 assas­si­nati, 30 scom­parsi nel nulla (di cui altri 2 nor­ma­li­stas), fra loro mili­tanti di orga­niz­za­zioni eco­lo­gi­ste, con­ta­dine, giornalisti.
 

La sconfitta ambientalista in Australia

di Will Oremus e Ariel Bogle *

 

Il paese è diventato uno dei più inquinati del mondo sviluppato, spiega Slate: e il governo conservatore in un anno ha aggravato molto la situazione

 
Agli australiani piace immaginarsi persone sensibili all’ecologia. La loro isola offre qualcosa come 7,8 milioni di chilometri quadrati di paesaggi pazzeschi. Furono fra i primi a investire pesantemente nell’energia solare. Hanno avuto leggi a tutela dell’ambiente sin dal periodo coloniale. Nel 2007, elessero un primo ministro – Kevin Rudd – che si era candidato sulla base di un progetto politico ambientalista, con la promessa di firmare il protocollo di Kyoto e di approvare riforme radicali in tema. Tutto questo si concilia bene col fatto che l’Australia è una delle nazioni che più stava subendo gli effetti iniziali del riscaldamento globale.
Eppure, sette anni dopo, l’Australia ha buttato dalla finestra il suo ambientalismo. Il partito laburista, quello degli ambientalisti coscienziosi, è fuori dai giochi: è accaduto a causa di una lotta interna e di una feroce campagna nei loro confronti condotta dei giornali controllati da Rupert Murdoch, che hanno contribuito a diffondere teorie complottiste riguardo il cambiamento climatico. Al suo posto, ha preso il potere il partito liberale, di destra, guidato da un primo ministro che una volta disse che «la causa ambientalista è una stronzata totale».
 

Spagna - Podemos: dalle elezioni europee all’Asamblea Ciudadana di novembre

Podemos è la grande novità della politica spagnola del 2014. Ne abbiamo parlato in questo sito il 18 giugno scorso, dopo l’exploit del nuovo partito alle elezioni europee del mese di maggio (1.245.000 voti, pari al 7,97% del totale e a 5 seggi nel Parlamento Europeo). *

Un risultato che nessun partito con solo cinque mesi di vita aveva mai ottenuto in Spagna; un partito che ormai conta oltre 250 mila simpatizzanti iscritti alla sua web e circa mille circoli in tutto il paese. Come evidenziò il manifesto del nuovo partito, presentato nel gennaio di quest’anno, e intitolato “Mover ficha: convertir la indignación en cambio político”, Podemos non nasce dal nulla, ma si collega all’onda lunga dei movimenti sociali dell’ultimo triennio (gli indignados e il movimento del 15-M, le mareas contro i tagli all’educazione e alla sanità del biennio successivo, la Plataforma de Afectados por la Hipoteca).