ecologia politica

Il voto più utile contro il voto inutile

 Gruppo delle Cinque Terre

ECOLETTERA 16/15 febbraio 2013

Editoriale

Gli italiani assistono agli ultimi scampoli di una ridicola campagna elettorale all’italiana, dove partiti che hanno governato insieme per un anno cercano di farcelo dimenticare imbastendo la solita rissa mediatica, dove si promette di cambiare o modificare qualche aspetto di decisioni che tutti insieme hanno preso fino a due mesi fa. Parole in libertà, contese simulate giusto per occupare lo spazio mediatico, l’unica cosa che resta quando diventa impraticabile andare in piazza o prendere impegni veri. Intanto ogni giorno notizie di altri scandali, altri arresti, altri processi, una sequenza infinita che risveglia l’attenzione e lo sdegno anche dei più indifferenti.

 

Con i partiti "Cambiare (non) si può"

 Abbiamo dato spazio in queste pagine alla nascita di “ Cambiare si può “, campagna lanciata con l’obiettivo di presentare alle elezioni politiche del 2013 un polo alternativo agli attuali schieramenti. Oggi pubblichiamo un'analisi critica di Paolo Ermani che riflette sull'inganno, a suo avviso insito in tale iniziativa, della società civile che partecipa.

 

di Paolo Ermani *

"A partiti e politici in disarmo non sembrava vero di aver trovato un bell’autobus che li riportasse nel loro nido naturale che è il parlamento, sede di ogni possibile parassitismo"

Si è concluso il circo delle candidature elettorali e se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sul fatto che dai partiti ci si possa aspettare qualcosa di positivo, le vicende della corsa ai candidati hanno sgomberato il campo. Sembrava un incrocio fra le partite a figurine dei bambini e il mercato delle vacche dei grandi. Fra le varie comiche, tutti a cercare di scimmiottare quello che dice Grillo rifacendosi impossibili verginità nelle liste elettorali mettendo da parte due o tre dei maggiori compromessi fra i vari impresentabili di cui sono assortiti i partiti.

 

In che cosa è radicale la sinistra radicale ?

di Giovanni Chiambretto *

 

Si leggono vari interventi, interni alla sinistra radicale o ai suoi lati, critici per il modo in cui è nata o prova a nascere la lista di sinistra radicale di Ingroia. Mi riferisco ad esempio ad Aldo Giannuli : Sinistra radicale: non c’è più niente da fare (almeno per questo giro); è un’amara ed implacabile analisi con numeri, alternative ed infine la conclusione evidente dal titolo. Sulle variegate sinistre coinvolte dall’operazione è duro e spietato anche il giudizio di Marino Badiale e Fabrizio Tringali (Thriller Ingroia e gli zombie arancioni ). Entrambi gli interventi convergono, da punti di vista molto diversi, sull’idea di lasciar perdere e saltare un giro. Altri più coinvolti combattono ancora per cambiare il segno della lista, uno fra tutti Guido Viale ( Cambiaresipuò non è un taxi ) e altri esponenti dell’appello originario di Alba. Anche noi la vediamo grigia ma avendo il pallino che gira verso un nuovo ecologismo come ultima carta rimasta per cambiare l’Italia, siamo meno turbati dall’ eventuale nuovo tonfo degli improvvisatori che agitano il mondo della sinistra senza pace, un po’ radicale, un po’ trasformista e soprattutto alla fine, inconcludente, che poi è il vero e unico dramma. Eppure nessuna delle critiche al “ progetto Ingroia” ci risulta convincente e soprattutto foriera di insegnamenti.

 

Sulla conversione ecologica

        di Guido Viale *

 

La conversione ecologica, nella sua duplice dimensione, soggettiva (o se vogliamo, culturale e morale) e oggettiva (cioè relativa al che cosa, come, per chi e dove produrre) è elemento di immediata connessione tra il tema del lavoro, in tutte le sue manifestazioni – dal supersfruttamento alla disoccupazione, dal problema delle tutele giuridiche, contrattuali ed economiche al lavoro di cura non retribuito – e l’obiettivo generale della giustizia ambientale e sociale.

La conversione ecologica impone, accanto a un impegno personale e collettivo verso l’equità, l’efficienza e la sobrietà nell’uso delle risorse, una trasformazione radicale di alcuni settori portanti dell’attuale assetto produttivo: il passaggio dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, la chiusura del ciclo nella gestione delle risorse (rifiuti zero), un’agricoltura biologica, multifunzionale e di prossimità, una gestione del territorio attenta agli assetti idrogeologici e avversa al consumo di suolo, una mobilità fondata sulla condivisione dei mezzi e sull’integrazione tra trasporto di massa e trasporto flessibile, un sistema educativo aperto a tutti, permanente e fondato sull’integrazione tra studio e lavoro.

Il Nuovo che avanza e la Fine del Tempo

Il voto siciliano ha espresso un sommovimento tale da essere un buon auspicio per la possibilità che i prossimi sei mesi segnino un reale cambiamento di rotta nel nostro paese, anche se la strada è ben più lunga e restano una incognita sia la dimensione dell’astensionismo che i probabili colpi di mano che saranno tentati con la modifica del sistema elettorale per fermare il nuovo. L’Italia chiede di cambiare, ognuno dia il suo contributo.
 
 Fin dalla nascita nel 2009, il Gruppo delle Cinque Terre ha indicato nella conversione ecologica, nel ridimensionamento del sistema dei partiti e delle logiche di casta, e nella rivitalizzazione della partecipazione dei cittadini con nuovi strumenti di democrazia diretta, le chiavi indispensabili per superare l’anomalia italiana e avviare un percorso di cambiamento.

Intervista a Guido Viale : Carta d’Intenti, un bel compitino senza contenuti

di Vittorio Bonanni *

Ex dirigente di Lotta Continua, giornalista, scrittore ed economista che sostiene con forza una riconversione industriale che faccia finalmente i conti con la questione ambientale, ora anche esponente dell’associazione ALBA (Alleanza lavoro beni comune ambiente), Guido Viale è uno degli intellettuali di sinistra più originali. Avendo le caratteristiche che abbiamo appena descritto non poteva certo manifestare grande entusiasmo di fronte alla genericità dei punti di “Italia. BeneComune”, Carta d’Intenti sottoscritta dal PD, da SEL e dal PSI.

«Si tratta di un bellissimo compitino – dice Viale – oggi si usa dire “compito a casa”, che prende dieci per la scrittura e zero come programma, come contenuto, perché non c’è scritto assolutamente niente di quello che si deve fare e come.

Norberg-Hodge, la lady dell’ecologia: “Crisi? Nuove regole e meno global”

  di Sabrina Tinelli *

La linguista e antropologa, considerata tra i 10 ambientalisti più influenti al mondo: "La soluzione è la localizzazione. Dobbiamo dire chiaramente che non vogliamo più pagare tasse che vanno a favore solo di grandi imprese e banche e non della popolazione"
Helena Norberg-Hodge è considerata tra i 10 ambientalisti più influenti al mondo. Linguista, antropologa, ha fondato l’International society for Ecology and future per studiare le cause della crisi sociale e ecologica a livello globale. Il suo docu-film “L’economia della felicità” parla di un altro mondo possibile, di una strada per affrontare e uscire dalla crisi.
 

Tra la gente, per la trasparenza e con un programma condiviso

 di Roberto Quartarone *

 

Intervista a Giancarlo Cancelleri, candidato presidente Regione Siciliana per il “MoVimento 5 Stelle”
 
A che punto è la definizione del programma?
“Abbiamo già abbozzato vari punti, partendo dal programma nazionale e regionalizzandolo. Su internet gli attivisti hanno espresso le loro idee e le loro modifiche rispetto a ogni punto, proponendone anche altri via e-mail. Adesso il gruppo-struttura le sta vagliando e poi verranno votate e scremate dagli attivisti attraverso la piattaforma Liquid Feedback, che crea una classifica delle proposte rispetto a quanti ‘mi piace’ riceve. In un weekend di settembre, partiremo con la condivisione del programma nelle piazze della Sicilia, per raccoglieremo le idee dei cittadini che non hanno internet. Sarà un programma il più possibile condiviso”.
 

Partito dei Pirati, ecco come si ottiene un seggio in Germania

   di Alessandro Oppes *

Nati come difensori della pirateria informatica, i Pirati di tutto il Continente si preparano a una lista unica per l'Europarlamento. Ogni aspirante politico sarà sottoposto a una serie di video-domande formulate dagli iscritti. Grazie al programma LiquidFeedback gli attivisti di tutti i paesi europei potranno disporre di uno strumento di democrazia diretta
L’ obiettivo non potrebbe essere più ambizioso: nientemeno che rivoluzionare la politica europea. Nati sei anni fa in Svezia, diventati un soggetto politico di prima grandezza con le sorprendenti affermazioni in diversi Länder tedeschi (15 deputati a Berlino, 50 seggi su 150 in Bassa Sassonia), i Pirati di tutto il Continente si preparano ora al grande salto: un partito unico che si presenti compatto all’appuntamento del 2014 delle elezioni per l’Europarlamento