ecologia politica

Analisi dei voti: i meccanismi elettorali e la democrazia

 di Giovanni Chiambretto *

Ci hanno abituato a tifare la sera degli scrutini elettorali guardando le percentuali dei diversi schieramenti come ad una partita di calcio. Più distrattamente la mattina dopo ci informano sulla distribuzione dei seggi ed eventualmente sugli effettivi esiti istituzionali della consultazione. Seguono i rituali proclami di vittoria di tutti, o quasi, i leader politici.

Nel folklore di queste frequenti serate sportive sfuggono, o si vuole che ci sfuggano, due passaggi essenziali, almeno per la democrazia di un paese, su cui ci si dovrebbe interrogare: quanti cittadini non sono rappresentati nelle istituzioni e se c’è corrispondenza fra la quantità complessiva dei voti espressi e l’effettiva rappresentanza.

 

La lezione di Rio+20: cambiare il nome della specie da homo sapiens a insipiens

 di Gianfranco Bologna *

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, aprendo la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (www.uncsd2012.org) il 20 mattina a Rio de Janeiro, ha affermato che il documento finale non ha risposto alle aspettative ed ha sottolineato come i negoziati siano stati molto difficili. "Personalmente, ha detto, mi aspettavo un documento finale più ambizioso".

Fino all'ultimo le organizzazioni della società civile hanno cercato di contribuire a dare concretezza al documento finale per renderlo adeguato alla sfida che abbiamo di fronte a noi: come imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta.

La strage sconosciuta di ambientalisti, giornalisti e leader comunitari per il controllo delle risorse

 

Global Witness: «Non è mai stato tanto importante proteggere l'ambiente e non è mai stato più mortale» *

Global Witness, una Ong che si occupa dei diritti umani legati allo sfruttamento delle risorse, ha raccolto in uno sconvolgente dossier intitolato "A Hidden Crisis?" i dati sugli assassinii di attivisti ambientali e dei diritti umani, giornalisti e leader delle comunità indigene che difendono i diritti alla terra e le foreste, una vera e propria cruda e crudele conferma di quanto sia spietata la lotta per l'accesso e il possesso delle risorse naturali. Il rapporto ricorda che «E' un ben noto paradosso che molti dei Paesi più poveri del mondo ospitino le risorse che guidano l'economia globale. Ora, mentre la corsa per assicurarsi l'accesso a queste risorse si intensifica, sono i poveri e gli attivisti a trovarsi sempre più si trovano in prima linea». Il rapporto rivela che per motivi "ambientali" negli ultimi 10 anni nel mondo sono state assassinate almeno 711 le persone, più di una alla settimana. Nel solo 2011 il bilancio è salito a 106 persone, raddoppiando quasi gli omicidi degli ultimi tre anni.

 

 

Per un'economia della sufficienza

 A Berlino si è tenuto un simposio per i 65 anni del sociologo e attivista Wolfgang Sachs: un'occasione importante per riflettere sui temi dell'ecologia politica.

Crisi vuol dire certezze infrante, economie danneggiate, lavoratori licenziati o costretti a rinunciare ai propri diritti pur di continuare a lavorare. Ma vuol dire anche l’opportunità di immaginare strade alternative a quelle percorse finora. In molti o hanno ricordato: la parola crisi deriva dalla stessa radice etimologica di “critica” e “criterio”, e rimanda al “distinguere” e al “giudicare” (krinein). Per questo, dal variegato ambito dell’ecologia politica e dell’ambientalismo si sono moltiplicati gli appelli a elaborare una critica serrata dell’economia corrente, ad “approfittare” della crisi per distinguere ciò che funziona da ciò che non funziona nel modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo risorse energetiche e merci.

La strada per la conversione ecologica del Paese

intervista a Guido Viale *

 

Le politiche su energia e mobilità del governo Monti favoriscono i combustibili fossili e non migliorano le condizioni di vita della popolazione. Secondo Guido Viale, economista ed esperto di ecologia, bisogna sostituire l’obiettivo del profitto, implicito nella green economy, con un modello che metta al centro sostenibilità e benessere.

Sono tanti i fronti su cui la politica di Monti delude e la società civile cerca delle alternative. QualEnergia.it ha intervistato l’economista Guido Viale, per fare il punto sulle scelte dell’attuale Governo e immaginare un’altra strategia

Viale, come valuta la politica energetica del governo Monti?

Quali contenuti per un nuovo progetto politico? Come arrivarci?

  di Giovanni Chiambretto *


  1   Mezza Italia, letteralmente mezza Italia (lo dicono i sondaggi) ha ormai capito che abbiamo ormai davanti il disastro. Lento nel suo percorso, ma ormai inesorabile, se non si cambia musica. Se ci fermiamo solo a quello che si legge in questo periodo sui giornali (che devono vendere od ubbidire all’editore) c’è l’articolo 18, la “crisi” del debito pubblico, i politici che rubano e i superbonus ai banchieri. Sarebbe facile fare un piccola lista della spesa (molti gruppetti se la fanno) in cui si chiede di non toccare l’artico 18, di fare pagare ad altri il debito, di non candidare i corrotti, di limitare gli stipendi dei manager ed altri 4 o 5 punti. Anche molto veloce, basta un copia e incolla girando per qualche blog conosciuto.Pensare però che questo risolva la domanda iniziale è per lo meno ingenuo e pensare che questo possa essere la molla che possa fare scattare la riscossa dei cittadini è essere fuori del mondo.

La conversione ecologica e i soggetti politici dell’alternativa: non è tempo di girare in tondo

 di Massimo Marino *


E’ opinione diffusa , e non più solo nella galassia dei movimenti che confusamente aspirano al cambiamento, che il sistema dei vecchi partiti sia arrivato alla fine, più per autodistruzione che per la presa di un palazzo d’inverno romano da parte di una rivoluzione in corso.

I partiti delle Repubblica, che attraverso trasformazioni e riconversioni formali hanno dominato la scena della prima e di una identica seconda Repubblica, non hanno dimostrato nulla di nuovo, ma di volta in volta sono stati una degenerazione dei precedenti.

Presidenziali in Francia: tempi duri per il bipolarismo e per gli ecologisti

 di Massimo Marino

Il 22 aprile si svolge il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, il primo di una serie di appuntamenti elettorali europei che nel corso del prossimo anno potrebbero cambiare o riconfermare l’attuale immagine devastata dell’Europa.

Il 6 maggio si svolgerà il ballottaggio fra i primi due dei nove candidati, seguito in giugno dalle elezioni politiche per l’Assemblea nazionale (la camera francese) che prevedono due turni. Seguirà, probabilmente nell’aprile 2013, il voto in Italia e poi in novembre le elezioni politiche in Germania. Con in mezzo, il 6 novembre 2012, le presidenziali in USA. I tre appuntamenti europei non sono da poco: esiste la fondata probabilità che i tre personaggi che hanno imperversato nella politica europea, almeno quella pubblica degli ultimi anni (Berlusconi, Sarkozy e Merkel) escano , e in modo definitivo, di scena.

Beni comuni: Oltre la proprietà pubblica, riformiamo il codice

di Alberto Lucarelli
Mentre si svolge il Water World Forum a Marsiglia (vedi)  bisogna iniziare un ragionamento giuridico e ampio per garantire la tutela dell'interesse generale, la collettivizzazione delle risorse idriche, ma non solo.
La dimensione politica - e non solo - che sta assumendo il dibattito intorno ai beni comuni, e talvolta anche le sue odiose strumentalizzazioni, mi spingono ad alcune riflessioni di natura giuridica sull'argomento.

I fondi europei a Cementir, attraverso la Regione Puglia

di Luca Martinelli *

Quasi 20 milioni di euro per l'ammodernamento del cementificio di Taranto del gruppo dell'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale, per un progetto che creerà 5 posti di lavoro e trasformerà l'impianto in un co-inceneritore, come abbiamo raccontato nell'inchiesta "Coltivare monnezza", sul ciclo dei rifiuti in Puglia.