inquinamento

Teheran, 400 ricoveri in un giorno per lo smog

 

Teheran è una delle città più inquinate del mondo, con i suoi dodici milioni di abitanti e quattro milioni di automobili ferme alle categorie Euro 0 e 1. Negli ultimi giorni però, il livello delle polveri è stato talmente alto da richiedere il ricovero di 392 persone a causa di crisi respiratorie e cardiache. Lo rende noto l’agenzia di stampa Irna News citando un funzionario dei servizi di emergenze, Hassan Abbas, secondo il quale circa altre 1.500 persone necessitano di cure.

L'età fossile

 

di Mariagrazia Midulla *

 L'aria che tira - Di fronte alla preoccupazione dimigliaia di persone, nonostante il problema del cambiamento climatico sia ormai balzato in cima alle agende politiche, i governi parlano, annunciano impegni. Ma non c'è la determinazione e l'efficacia che una minaccia così tremenda richiederebbe.


Quest'anno, la Conferenza delle Parti (Cop) degli Stati membri della Convenzione quadro Onu sul Cambiamento Climatico si tiene a Lima, in Perù, dal 1 al 12 dicembre. È il ritorno in una regione del mondo molto colpita dall'impatto del riscaldamento globale, e nella quale, d'altro canto, gran parte dei Paesi sono protagonisti nell'azione per contrastarlo.
 

E ora passaggio a nord-ovest

di Giorgio Nebbia *

Ricordo di essere rimasto incantato, quando ero un ragazzo, dalla lettura del libro “Passaggio a Nord Ovest” dello scrittore americano Kenneth Roberts (1885-1957), pubblicato nel 1937, un romanzone da cui fu anche tratto, nel 1940, un film di King Vidor. Nel film Spencer Tracy interpretava il “maggiore” Roberts, la mitica guida di un gruppo di esploratori inglesi nel Nord America del Settecento, alla ricerca di una strada commerciale, i commerci sono sempre stati i motori delle scoperte umane, che collegasse in qualche modo la costa atlantica a oriente con l’Oceano Pacifico a occidente. Il libro racconta le difficoltà di un ambiente ostile, occupato da bellicosi nativi, e forse è stata la prima volta che sono stato tentato di guardare il mondo attraverso un mappamondo.            
 
L’idea del passaggio dei commerci attraverso l’Oceano Artico, dall’Atlantico al Pacifico, sia al di sopra del Canada, a nord-ovest, sia a nord-est, al di sopra della Russia, è rimasta un sogno a causa dei ghiacci permanenti superabili soltanto con piccole potenti navi rompighiaccio in pochi mesi estivi dell’anno. In questi ultimi anni il riscaldamento del pianeta. dovuto al crescente inquinamento dell’atmosfera, sta provocando la fusione di una parte dei ghiacci che circondano il Polo Nord e rende così più facile percorrere con navi i due passaggi a nord-est e a nord-ovest.
Di recente è stata diffusa la notizia che una grande nave mercantile ha viaggiato dal Canada alla Cina lungo la via marittima di nord-ovest circa 8.000 chilometri più corta di quella attraverso il Canale di Panama, con un molto minore consumo di carburante.
 

I gas tossici del capitalismo

 

 
Non siamo riu­sciti a dimi­nuire le emis­sioni per­ché alla fine le cose che dob­biamo fare sono in con­tra­sto con il «capi­ta­li­smo dere­go­la­men­tato», e cioè con l’ideologia che domina da quando ten­tiamo di tro­vare il modo per uscire da que­sta crisi. Non riu­sciamo a sbloc­care la situa­zione per­ché le azioni che offri­reb­bero mag­giori pos­si­bi­lità di evi­tare la cata­strofe (e che andreb­bero a bene­fi­cio di un’ampia mag­gio­ranza) rap­pre­sen­tano una grave minac­cia per una élite mino­ri­ta­ria che tiene com­ple­ta­mente sotto con­trollo la nostra eco­no­mia, i nostri pro­cessi di deci­sione poli­tica e la mag­gior parte dei mezzi di comunicazione.
 

Il regalo agli inquinatori sulle bonifiche è legge. Vergogna!

Se sei un semplice cittadino paghi la TARES, e ti arriva Equitalia se non puoi pagare. Se hai devastato interi territori lo Stato ti paga profumatamente per i tuoi profitti. Il Destinazione Italia passa al Senato senza le modifiche richieste da movimenti e comuni dei Siti inquinati. Ora segnalazione alla Commissione Europea e battaglia sui singoli accordi di programma per le inaccettabili norme contenute nel decreto.

 

E’ ufficiale: da mercoledì scorso chi inquina in Italia deve essere premiato. Dopo il passaggio in Senato è diventata legge dello Stato l’incredibile norma contenuta nel Decreto Destinazione Italia volta a regalare nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche miliardi di euro ai privati, anche ai peggiori inquinatori, pure se rei confessi e condannati in via definitiva.
 

Dal bassolinismo al #fiumeinpiena: camminiamo sulla testa dei Re!

 

di Rete Commons *

“E’ la storia di un tizio che cade da un palazzo di cinquanta piani. Il tizio per farsi coraggio ad ogni piano si ripete… “Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene…” L’importante non è la caduta… ma l’atterraggio”

Dal film “L’Odio”, M.Kassovitz, 1995


Pochi giorni fa il processo “Bassolino-Impregilo” è arrivato a conclusione. Dopo le prescrizioni arrivate già diversi mesi fa, segno inequivocabile dell’inadeguatezza degli strumenti giudiziari in materia di contrasto alle ecomafie, sono arrivate le assoluzioni. Tutti assolti, Bassolino ed i suoi sodali, Piergiorgio Romiti e tutti i manager della Fibe-Impregilo. Per la giustizia italiana è come se il massacro di un territorio effettuato per mezzo della cattiva e criminale gestione del ciclo dei rifiuti non fosse mai avvenuto. E’ come se le ecoballe non a norma di Taverna del Re non le avesse fatte nessuno. E’ come se l’inceneritore di Acerra che vomita diossina a nord di Napoli non l’avesse costruito nessuno. Quel nessuno si chiama Impregilo e non aveva nemmeno i requisiti per vincere l’appalto. Antonio Bassolino si è immediatamente sentito ringalluzzito ed ha cominciato a dispensare, sulla stampa locale, “consigli” sullo smaltimento dei rifiuti riproponendo la sua ricetta fatta di discariche ed inceneritori come la panacea di tutti i mali. D’altronde anche l’attuale giunta regionale di centro destra guidata da Stefano Caldoro non ha fatto altro che ripercorrere la strada tracciata da Antonio Bassolino.

E’ la Lombardia la zona più inquinata d’Europa

La mappa diffusa dall’Agenzia europea per l’ambiente non lascia spazio ad interpretazioni Macchie nere, rosso scuro in tutta la zona della pianura padana.

 

La mappa diffusa dall’Agenzia europea per l’ambiente non lascia spazio ad interpretazioni. La Lombardia, provincia di Bergamo compresa, deve fare i conti con l’inquinamento dell’aria che non accenna a diminuire. Secondo i dati dello studio, dal 2002 al 2011 non ci sono stati cambiamenti significativi.

Foreste europee sempre più esauste, si apprestano a rilasciare carbonio

 Le foreste Europee stanno pericolosamente avvicinandosi al punto di saturazione, ossia smetteranno di assorbire carbonio dall'atmosfera. Deforestazione, sovra sfruttamento, incremento di disturbi naturali come incendi e diffusione di insetti, stanno portanti a un progressivo declino nell'incremento del volume della biomassa, portando a saturazione la capacità delle foreste di sequestrare carbonio.

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica "Nature Climate Change" spiega come dal 2005, la quantità di CO2 atmosferica assorbita dagli alberi in Europa sia rallentando. Secondo quanto rilevato dagli scienziati, le foreste del vecchio continente si stavano riprendendo in questi ultimi decenni, dopo secoli di declino dello stock a causa della deforestazione, ma a partire dal 2005 si sta osservando un’inversione di tendenza, evidenziata da tre punti chiave: "In primo luogo, il tasso di incremento del volume dei fusti degli alberi è in calo, in secondo luogo, l’uso del territorio si sta intensificando, determinando così nuova deforestazione (con le perdite di carbonio ad essa associate), terzo, i disturbi naturali (ad esempio gli incendi) sono in aumento e, di conseguenza, le emissioni di CO2".

 

Il petrolio nel parco dei Virunga

 Uno dei principali parchi naturali del pianeta rischia di essere trasformato in un enorme pozzo petrolifero. Si tratta del Parco nazionale dei Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo. Il parco ospita una delle maggiori concentrazioni mondiali di meraviglie naturali: leoni, elefanti, ippopotami, scimpanzé e okapi, per non parlare dei gorilla.


La compagnia petrolifera britannica Soco ha ottenuto i permessi per avviare esplorazioni petrolifere nel mezzo del parco. Secondo il WWF le alternative al petrolio, dalla pesca all' ecoturismo, potrebbero assicurare fino a 45 mila posti di lavoro, senza danneggiare il patrimonio forestale. Lo dimostra il rapporto del WWF "valore economico del Parco Nazionale Virunga" che sottolinea come lo sfruttamento delle concessioni petrolifere, allocate sull’85% della proprietà del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, potrebbe portare ad inquinamento, instabilità e disoccupazione. "Il Virunga rappresenta una risorsa preziosa per la Repubblica Democratica del Congo e contribuisce al patrimonio dell’Africa come parco più antico e più ricco di biodiversità del continente - si legge nel rapporto - I piani di esplorazione e di sfruttamento delle riserve petrolifere mettono il valore del Virunga a serio rischio". Per queste ragioni in giugno l’UNESCO ha chiesto l’annullamento di tutte le concessioni petrolifere rilasciate in modo da evitare che l’area venga danneggiata. La Total si è impegnata a rispettare quanto richiesto dal Comitato dei Siti Patrimonio dell’Umanità mentre la Soco, altra compagnia petrolifera, rimane l’unica compagnia ad avere ancora attivi i progetti petroliferi a carico del parco Virunga.