inquinamento

Greenpeace assalta centrale nucleare francese, fermati 21 attivisti

 di Valentina Ierrobino *


Tornano gli attivisti di Greenpeace a ricordare come il nucleare non sia sicuro e come, con grande facilità, è possibile entrare nelle centrali nucleari in Francia, così come in Europa.

A dimostrarlo è l’ennesima prova dell’associazione ambientalista che questa mattina all’alba ha preso d’assalto la centrale di Tricastin, nella Francia del Sud aprendo sulla cima dell’edificio manifesti e striscioni contro l’energia atomica. Sono stati fermati i 21 attivisti di Greenpeace, provenienti da tutta Europa, che questa mattina all’alba sono riusciti ad entrare nella centrale nucleare di Tricastin, nel Sud della Francia dimostrando come il nucleare non sia sicuro. Negli striscioni e nei manifesti aperti sulla cima dell’edificio i No degli attivisti all’energia atomica.

Ilva: caro Prodi, a Taranto ha sbagliato lo Stato non i cittadini

 di Alessandro Marescotti *

 

La memoria di Romano Prodi vacilla. In un colloquio con Il Fatto Quotidiano (28/5/2013), l’ex premier Romano Prodi sottolineava che l’Ilva di Taranto: “era un bello stabilimento, tra l’altro isolato dalla città. E’ stata la città ad andare addosso all’Ilva, non l’Ilva addosso alla città. Quando andavamo allo stabilimento, percorrevamo chilometri e non c’era una casa. Se la gente non fosse andata ad abitare lì, così addosso all’acciaieria – conclude – forse non sarebbe stata così aggredita dall’inquinamento”.

 

Prodi ricorda male distanze, luoghi e circostanze. Le case più vicine allo stabilimento sono infatti quelle di via Lisippo. Sono andato a verificare l’anno di costruzione di quelle case: 1956. La posa della prima pietra dello stabilimento Italsider risale invece al 9 luglio 1960. Quindi quelle case esistevano prima della fabbrica. Come l’ex ministro Clini, anche Prodi crede che siano le case ad essere state costruite dopo le ciminiere e terribilmente vicine ad esse. E’ tutto il contrario! E’ lo stabilimento ad essere stato costruito dopo le case, a 135 metri dalle più vicine.

 

I 44 luoghi più inquinati d’Italia

Pubblichiamo i risultati del rapporto del ministero della Salute sui 44 luoghi e siti più inquinati d’Italia. Dai tumori all’asma. Ecco che cosa rischiano oltre 6 milioni di italiani. E’ importante che la gente sappia e sia consapevole dei rischi quando, purtroppo, ci sono.

 


Sono stati individuati dalla Val D’Aosta alla Sicilia. E sono ben quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Tramite il sito Popoff siamo a pubblicare la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese.

 

Sardegna: Inquinamento, “danni e alterazioni del Dna” nei bambini che vivono a Sarroch

E' quanto si legge in una ricerca epidemiologica condotta da otto ricercatori e pubblicata su Mutagenesis, rivista dell’Università di Oxford. La zona, in cui sorge l’agglomerato industriale petrolchimico e fino all’entroterra espropriato dal poligono militare di Teulada, è paragonata a Pancevo (Serbia). La Procura di Cagliari ha acquisito lo studio

 

di Luca Pisapia *

I bambini di Sarroch (Cagliari) “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna”. E’ quanto si legge in una ricerca epidemiologica condotta da otto ricercatori e pubblicata su Mutagenesis, rivista dell’Università di Oxford. Lo studio, sette cartelle fitte di dati e analisi, è stato acquisito dalla Procura di Cagliari, come scrive il quotidiano La Nuova Sardegna, e il fascicolo è sulla scrivania del pm Emanuele Secci, titolare dell’inchiesta giudiziaria sullo stato ambientale dell’area tra Cagliari, Pula e Teulada. Dove si trova Sarroch, il comune della provincia di Cagliari che ha visto il suo territorio devastato dalla presenza di veri e propri ecomostri: dal litorale su cui sorge l’agglomerato industriale petrolchimico che si è sviluppato a partire dalla raffineria di petrolio della Saras, fino all’entroterra espropriato dal poligono militare di Teulada.

Eternit, pm chiede 20 anni. “Condannare anche per Bagnoli e Rubiera”

La richiesta della pubblica accusa è la stessa fatta in primo grado. Nella sua requisitoria Guariniello ha definito il caso "una tragedia immane e sconvolgente. E' un disastro che continua a colpire, che si sta consumando a danno di tutti noi, non solo dei lavoratori"

Vent’anni di reclusione per lo svizzero Stephan Schmidheiny e per il belga Louis de Cartier, imputati nel processo per le migliaia di morti provocate dalle esalazioni degli stabilimenti italiani della Eternit. Il pm Raffaele Guariniello ha chiesto la condanna in appello per i due alti dirigenti al termine di una requisitoria durata 3 ore. “Non siamo in presenza di episodi sporadici e occasionali ma di carenze strutturali derivanti da una politica aziendale generale, da scelte di fondo operate su scala mondiale”,

Sono 9 miliardi di euro i sussidi italiani alle fonti fossili. Legambiente: «Vanno eliminati»

L’energia verde è spesso finita sotto accusa per essere sostenuta da un eccesso di incentivi pubblici, ma raramente questo “luogo comune” è accompagnato a dati comparativi con i sussidi elargiti al settore energetico fossile. Altrimenti le accuse si scioglierebbero come neve al sole. Nel mondo, infatti, sono erogati 88 miliardi di dollari di incentivi per le fonti pulite, a fronte di 630 per le fonti fossili.


La stima, riferita al 2012, è dell’International Energy agency, che evidenzia la crescita delle sovvenzioni alle fonti fossili rispetto agli anni precedenti: erano 523 nel 2011 e 412 nel 2010. Per l’Italia Legambiente ha calcolato che nel 2011 i principali sussidi diretti siano stati oltre 4,52 miliardi di euro (distribuiti agli autotrasportatori, alle centrali da fonti fossili e alle imprese energivore) e 4,59 miliardi di euro quelli indiretti (finanziamenti per nuove strade e autostrade, trivellazioni…). Sono quindi oltre 9 miliardi di euro, i sussidi che ogni anno vanno alle fonti fossili, che per l’associazione ambientalista il governo italiano si dovrebbe impegnare a tagliare.

Qualità dell'aria, Italia irrespirabile

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente l'Italia è maglia nera in Europa per presenza di inquinanti nell'aria (particolato, ozono, monossido di carbonio, nickel e benzene). Andrea Zanoni (IdV):Nel 2013 nuova strategia Ue. Le autorità locali devono prendere misure concrete come l'addio a inceneritori, centrali a carbone, mezzi pubblici a gasolio. Italia ed Europa devono lavorare concretamente per abbattere l'inquinamento dell'aria record che proprio nel nostro Paese raggiunge lo zenit della pericolosità per la salute umana”.

Il caso ILVA

  di Giorgio Nebbia*

 

Il caso ILVA riassume in sè tutti gli aspetti e le contraddizioni della società industriale moderna basata sulla produzione e sul commercio di cose, di beni materiali...

Il caso ILVA riassume in sè tutti gli aspetti e le contraddizioni della società industriale moderna basata sulla produzione e sul commercio di cose, di beni materiali. L'acciaio è una di queste merci utili, anzi indispensabili. Se l'acciaio improvvisamente sparisse scomparirebbero le automobili, i frigoriferi, le lavatrici, le case crollerebbero per il venir meno dell'armatura del cemento, non ci sarebbero ponti per attraversare i fiumi, si fermerebbe la stessa agricoltura. La produzione mondiale di acciaio ammonta ogni anno a circa 1400 milioni di tonnellate; quella italiana a circa 25 milioni di tonnellate, circa la metà fabbricata a Taranto.

Ue: combustibili più puliti per i mari europei

Il Parlamento europeo ha approvato oggi, con 606 voti favorevoli, 55 contrari e 13 astensioni, una nuova legislazione, concordata con gli Stati membri, che richiede, entro il 2020, nuovi limiti generali più severi per il tenore di zolfo nei combustibili delle imbarcazioni che «hanno l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria nelle coste europee e ridurre le circa 50.000 morti premature annuali causate dall'inquinamento atmosferico delle navi».

La relatrice, la verde finlandese Satu Hassi , ha spiegato che «i combustibili per le imbarcazioni altamente inquinanti hanno un grave impatto sull'ambiente: questa è anche la riforma sanitaria più importante di questo mandato parlamentare.

Veleni nel cemento di case e luoghi di lavoro

  Andrea Zanoni (parlamentare europeo IdV) chiede alla Commissione europea une verifica di cosa viene bruciato nei cementifici e cosa finisce nei prodotti finali. “Nei cementi con i quali si costruiscono i nostri luoghi di vita, casa e lavoro, finisce di tutto. In ballo c'è la salute di tutti noi

Nei cementifici si brucia di tutto e perciò nei cementi finisce di tutto, comprese sostanze dannose per la nostra salute”. È la denuncia di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare, che ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea