informazione

Il '68 , a che serve oggi la memoria storica ?

 

 di Massimo Marino

Lentamente, silenziosamente, la generazione che ha vissuto il '68, nata nei primi anni dopo la fine della guerra, esce di scena. Esce dalle fabbriche, dagli uffici, dalle scuole e dalle università, dai ministeri, dagli enti pubblici e dalle forze armate. L'esodo, ovviamente, è già in corso da almeno un decennio ma con il nuovo anno sarà pressoché impossibile trovare qualcuno che, al di là del lato della barricata su cui era schierato, possa raccontare a compagni e amici di lavoro come giravano le cose alla fine degli anni '60.
Intanto è ancora  in corso una guerra psicologica  condotta sui media, che tenta di affermare che le lotte e le conquiste di quel decennio furono una aberrante anomalia e che oggi finalmente si presume di rottamare un epoca di irresponsabili diritti per tornare, finalmente, alla ragione: chi ha il potere , i soldi, chi è capace di corrompere, di fare il burattinaio nella società, è di fatto intoccabile, gli altri devono competere fra loro, essere responsabili, flessibili nella loro permanente precarietà   sociale e soprattutto non avere memoria . Non solo memoria di quegli anni che , al dunque, si vuol far credere, furono solo la premessa della stagione del terrorismo, ma memoria di tutto lo scenario sociale miserabile dell'Italia dei decenni successivi, quella della DC e delle stragi fasciste, quella dei patti inconfessabili con le mafie, quella della devastazione del territorio e dell'ambiente, dall' Acna all'Ilva, da Casale alla ThyssenKrupp, dalla terra dei fuochi alle ecoballe bassoliniane .
 

Il Papa: ecco le quindici «malattie» della Curia

Il sensazionale intervento del Papa alla Curia ( Cardinali e Vescovi ) per fine anno. Da più parti si sottolinea che le ''malattie''  indicate possono in gran parte essere riferite a qualunque organizzazione, movimento, partito, associazione, ente , che opera nella nostra società.

 
Quindici «malattie», elencate e  spiegate una per una, nel dettaglio. Quindici sfumature di peccato, che nel suo secondo discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi Francesco individua e spiega, invitando tutti a chiedere perdono a Dio. Quel Dio «che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per insegnarci la potenza dell’umiltà», accolto non dalla gente «eletta» ma dalla gente «povera e semplice». È un «vero esame di coscienza» quello che Papa Bergoglio chiede di fare ai suoi collaboratori, in preparazione alla confessione prima di Natale.

 

Birgitta Jonsdottir, Democrazia e Libertà d’Informazione

di John Scales Avery *

La parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir ha compiuto un importante passo verso la soluzione di uno dei problemi centrali che il mondo si trova ad affrontare oggi: come possiamo riconquistare il governo democratico, quando i principali media sono completamente controllati dall’oligarchia economico-finanziaria?
Se qualcuno dubita che il governo democratico sia perso e debba essere recuperato, lasciatelo pensare alle recenti elezioni negli Stati Uniti, in cui una grande percentuale di votanti è rimasta a casa perché delusi dal processo politico. Sapevano che chiunque fosse stato eletto, le loro voci non sarebbero state ascoltate.
 

Casaleggio: “ internet chiave per crescita e futuro della scuola”

Gianroberto Casaleggio, co-fondatore insieme con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle e presidente della società di consulenza Casaleggio e associati ha partecipato  sabato 6 settembre, al forum Ambrosetti di Cernobbio a Villa D’Este. Casaleggio, invitato a parlare di istruzione e digitale, non ha completato il proprio intervento: poiché aveva sforato i limiti di tempo, il moderatore Jean Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea,  gli ha spento il microfono. Il co-fondatore del M5S ha contattato Wired chiedendo la disponibilità a pubblicare l’intervento integrale.  

di Gianroberto Casaleggio *
Introduzione
Un ringraziamento a Ambrosetti, che ha rinnovato l’invito dello scorso anno. Il tema che affronterò oggi sarà in termini generali l’economia di internet, di cui la scuola, che viene ribattezzata spesso la “scuola del futuro“, è una componente. Partiamo dalla situazione in cui si trova l’Italia, per quanto riguarda l’innovazione e indirettamente, poi, anche la scuola.
La banda larga in Italia
Un articolo di pochi giorni fa di Gian Antonio Stella, in prima pagina sul Corriere della Sera, parlava della velocità di download e quindi di scaricamento di dati dalla rete e la nostra posizione nel mondo come velocità, siamo al novantottesimo posto, dopo la Grecia e davanti al Kenya. In questi anni abbiamo fatto dei passi da gambero, nel 2010 eravamo al settantesimo posto, nel dicembre 2012 ottantaquattresimo, con i nostri 8,51 megabyte al secondo siamo ultimi tra i paesi del G8, penultimo è il Canada, che però ha tre volte la nostra velocità. Il turismo in Europa dipende per un quarto dal Web, però cresce fino al 39 % nel Regno Unito e in Italia scende al 17%. Il web è un creatore di posti di lavoro, in Italia sono 6 volte più degli addetti del settore della Chimica, e si tratta di ben 700 mila posti.
 

Internet, l’illusione della libertà

di Carlo Formenti *

 

 Un nuovo pamphlet del collettivo di hacker libertari Ippolita smonta due luoghicomuni sulla Rete: che sia uno strumento intrinsecamente democratico. E che disporre di più informazione significhi automaticamente essere più liberi
 
Già autori di feroci quanto argomentate requisitorie contro i “signori del Web” (memorabili le dissacrazioni di Google e Facebook), nonché di puntuali ridimensionamenti di altri miti cari al “Popolo della Rete” (vedi la disincantata analisi dei limiti dell’ideologia dell’open e del free) i ragazzi e le ragazze del collettivo Ippolita (una comunità di hacker libertari) tornano a colpire con un nuovo pamphlet (“La Rete è libera e democratica”. FALSO!) appena uscito per i tipi di Laterza (nella collana Idòla).
 
 

Costituzione e falsità

 di Massimo Villone ( da ilmanifesto.it )

Dopo le apo­rie del rifor­mando senato, tocca ad alcune fal­sità. È falso che il bica­me­ra­li­smo pari­ta­rio sia causa di intol­le­ra­bili ritardi. Si veda il sito www​.senato​.it, voce “Leggi e docu­menti”, sot­to­voce “Sta­ti­sti­che”. Si tro­ve­ranno i dati dell’attività legi­sla­tiva. Gran parte risale al governo e in spe­cie ai decreti-legge, che entrano imme­dia­ta­mente in vigore, men­tre il tempo medio per il voto finale sulle leggi di con­ver­sione — la parte che spetta al par­la­mento — non supera in que­sta legi­sla­tura le due set­ti­mane in cia­scuna camera.
Ritardi? E di chi? Per non par­lare di leggi — ancor­ché con­te­sta­tis­sime, ricor­diamo le leggi-vergogna — pas­sate in entrambe le camere nel giro di pochi giorni o set­ti­mane. Qua­lun­que sistema demo­cra­tico — euro­peo o extraeu­ro­peo, mono o bica­me­rale — mostra tempi ana­lo­ghi o supe­riori nella pro­du­zione legi­sla­tiva. È falso, in ogni caso, che dal bica­me­ra­li­smo pari­ta­rio si esca neces­sa­ria­mente con un senato non elet­tivo. Al con­tra­rio, nelle ultime legi­sla­ture sono mol­te­plici le pro­po­ste di camere dif­fe­ren­ziate nei poteri, anche per la fidu­cia e il bilan­cio, ma entrambe elet­tive.
 
 

ECOLETTERA 45 - Gruppo Cinque Terre

costruire la transizione: un nuovo ecologismo - democrazia - giustizia - nuovi lavori

 Gruppo delle Cinque Terre       ECOLETTERA  45/15 maggio 2014

 
Editoriale: Torino - CinemAmbiente - Environmental Film Festival

Si terrà dal 31 maggio al 5 giugno l'edizione 2014 di CinemAmbiente. L'evento ha l'obiettivo di presentare i migliori film ambientali a livello internazionale contribuendo, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l'anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale. Novità importante di questa diciassettesima edizione riguarda l'accesso in sala per il pubblico. CinemAmbiente torna ad essere gratuito, grazie al contributo di Leroy Merlin che ha sposato la filosofia del festival. Altra novità, in continuità con la volontà di diffondere il più possibile il cinema ambientale, riguarda le sale in cui si terranno le proiezioni. Non più solo in centro città, le sale saranno in tutto cinque: il Piccolo Cinema di via Cavagnolo, il Cecchi Point di via Cecchi, il Cineteatro Baretti di via Baretti e la sala Poli del Centro Studi Sereno Regis di via Garibaldi che vanno ad aggiungersi al Cinema Massimo cuore pulsante del festival. (fonte www.ambienteambienti.com )    leggi

 

Un'idea di Mondo: per rifondare un mondo che sia anche di idee e non soltanto di soldi

 Esce venerdì 23 maggio, in tutte le librerie, "Vinciamo noi", sottotitolo: "chi siamo e quale Europa vogliamo". Il libro è pubblicato e distribuito dall'editore Chiarelettere nel suo formato cartaceo, mentre la Casaleggio Associati, con il suo marchio Adagio, lo pubblica in formato e-book digitale. Il libro si avvale di due introduzioni, una di Beppe Grillo e l'altra di Gianroberto Casaleggio. "Vinciamo noi" non era nato per diventare ciò che è, invece, oggi. Originariamente avrebbe dovuto essere una specie di vademecum da usare come strumento di lavoro del progetto M5S in campagna elettorale, da far uscire quindi verso i primi di aprile e confinarlo nell' angusta dimensione del materiale propagandistico, che diventa completamente inutile un minuto dopo le avvenute elezioni. Invece, d'accordo con la Casaleggio & associati, abbiamo fatto una scelta diversa, ed è il motivo per cui esce, intenzionalmente, il 23 maggio: come propaganda elettorale durerà soltanto 24 ore: la sua vera vita inizia il lunedì 26 maggio. Perché? … Per il M5S queste elezioni sono molto importanti, ma la propria posizione, il proprio progetto, il proprio comportamento, le proprie scelte, rimangono assolutamente invariate sia che il risultato elettorale sia del 12%, del 23% o del 42%: non è una questione di numeri. Perché non è una questione di soldi. E' qualcosa d'altro… (di Sergio Di Cori Modigliani)    continua

  

Come i media tentano di manipolare la realtà annebbiando la mente.

 

 

 

"Sono nato e cresciuto in un ghetto, ma il ghetto non è mai nè nato nè cresciuto nel mio cuore".
                            Rev. Martin Luther King

 


Come i media tentano di manipolare la realtà annebbiando la mente.

di Sergio Di Cori Modigliani *

Nel suo splendido libro "La fabbrica del consenso", pubblicato nel 1998 a New York, Noam Chomsky ci illustra sulle modalità usate dal sistema di potere vigente per imbrigliare le menti, annebbiare le facoltà di ragionamento e avere vita facile nella costruzione di un consenso basato sulla manipolazione dei fatti, sull'alterazione della realtà e l'occultamento della verità. L'immagine che vedete riprodotta in bacheca era la copertina del testo originale. 
In Italia, quel testo, venne tradotto e pubblicato subito da Marco Tropea editore, di Milano, ma passò -non a caso- inosservato, poco recensito, posizionato ai margini del dibattito. In quel momento, infatti, andava per la maggiore la pubblicistica gestita dai nostri colossi dell'informazione (l'asse Berlusconi-De Benedetti) tutta a favore dell'imminente varo dell'euro e di quella che Forza Italia e i DS propagandavano in quel momento come la grande occasione per l'Italia al fine di compiere un balzo in avanti: i grandi accorpamenti delle banche e l'investimento nella finanza speculativa. Anche la Lega Nord saltò su quel cavallo con entusiasmo, diffondendo in tutte le sezioni del partito in Lombardia, Veneto, Piemonte, degli opuscoli (a firma Umberto Bossi) dal titolo "L'euro e le banche: l'occasione d'oro per affermare il federalismo lanciando le imprese del Nord in Europa". Il giovane su cui tutti puntavano, considerandolo come l'astro nascente del poderoso cambiamento rivoluzionario del nostro paese, era allora un certo Enrico Letta, che di lì a breve avrebbe invaso le librerie con il suo testo, pubblicato da Rizzoli "Morire per l'euro". Gli faceva eco un economista della destra, un certo Giulio Tremonti, autore di un testo "Perchè e come l'euro ci salverà" che introduceva e lanciava quella che sarebbe stata per anni la narrazione costruita per quelle decine di milioni di italiani che poi hanno votato per tutti loro. 


Stanno tutti ancora lì, 16 anni dopo.
 

ECOLETTERA 44 del Gruppo Cinque Terre

     
costruire la transizione: un nuovo ecologismo - democrazia - giustizia - nuovi lavori 

 
Gli arresti di Expo e le responsabilità politiche
Pensieri foschi mi attraversavano la mente:  “C'è l’Expo e non rubano? E che lo hanno fatto a fare? “ E, invece, adesso i conti tornano ed è tutto regolare: se c’è un appalto c’è una tangente, è tutto perfettamente simmetrico. La presenza di nomi come Greganti e Frigerio dice quanto “Mani Pulite” non sia servita a niente (o quasi): i sistemi sono quelli di sempre, l’architettura di potere è la stessa, persino gli uomini sono gli stessi, passati come salamandre attraverso il fuoco di inchieste e condanne. Poi, la cosa è tanto più marcia ove si consideri il fiume di soldi di finanziamento pubblico che i partiti hanno preso in questi anni. Ma poi ci sono constatazioni meno generali e più aderenti al caso: insomma Greganti, Frigerio ecc. erano essenzialmente dei mediatori fra aziende e centro decisionale di spesa, ma chi rappresentavano? ( Aldo Giannuli su www.aldogiannuli.it ) leggi

Quello che rende Grillo indigeribile a molti
Quello che rende Grillo indigeribile a molti, è proprio il suo punto di forza. Vediamo perché. Veniamo da venti e più anni di declino culturale, politico, istituzionale e, da ultimo, economico. Anni in cui si è consolidata una casta inamovibile coi suoi riti e sue regole, e ancora lei sta gestendo questa frana sociale. Eppure L’Italia è stata, in questi anni, uno straordinario tessuto di movimenti, gruppi locali, iniziative nate dal basso, dai cittadini, che hanno spaziato dall’antimafia all’acqua, dal paesaggio alla pace, dal no alle grandi opere al nucleare intuendo, addirittura, la possibilità di una prospettiva verso una società diversa, con diverse priorità sociali, diversi obiettivi economici, diverso modo di interpretare le istituzioni ed il loro ruolo. Non è un caso che quando queste sensibilità si connettono, ad esempio in occasione dei referendum sull’acqua, questa altra Italia si scopra addirittura maggioritaria. Quello che non ha funzionato è stata la proiezione nelle istituzioni di questa Italia potenzialmente maggioritaria. Possiamo dire che questi vent’anni sono stati paradigmatici di come non si deve fare. Si costituì, ed oggi si sta sciogliendo lentamente, un’aristocrazia politica “alternativa” che si è dimostrata del tutto irrilevante rispetto alle dinamiche istituzionali, spesso ambigua per collocazione, del tutto improduttiva sul piano della cultura politica. ( Giovanni Chiambretto del GCT ) leggi
 

ECOLETTERA 40 /1 marzo 2014 del Gruppo Cinque Terre

 

costruire la transizione:un nuovo ecologismo - democrazia - giustizia - nuovi lavori  

Gruppo delle Cinque Terre      ECOLETTERA   40/1 marzo 2014

Editoriale: L'idolatria della governabilità In un Paese civile, un evento senza precedenti nella storia degli stati, come la declaratoria di incostituzionalità del sistema di elezione del Parlamento – cioè della legge che sancisce la forma di stato e inerisce alla forma di governo - avrebbe determinato, immediatamente e senza alcuna esitazione, lo scioglimento immediato delle assemblee elette con quel sistema. Con l’assoluta sicurezza della legittimità del sistema elettorale col quale sarebbero state elette le nuove Camere, stante la fortuna di disporre di un meccanismo elettorale di risulta costituzionalmente corretto e immediatamente utilizzabile, depurato com’è delle disposizioni illegittime.  Siamo, invece, in Italia. Ci tocca quindi constatare che le due Camere del Parlamento restano, spavaldamente, in carica. Per giunta si apprestano a riformare addirittura la Costituzione ed intanto a provvedersi di un altro sistema elettorale. A proporlo sono stati due personaggi ambedue sprovvisti di potere propositivo legale. Uno perché condannato per truffa a danno dello stato ed interdetto dai pubblici uffici, l’altro perché era titolare di una carica che lo rendeva incompatibile col mandato parlamentare. Ambedue in preda all’ossessione di acquisire, esercitare e incrementare potere personale, anche calpestando norme e principi. Ma non basta. Ad integrare la devastazione giuridica, politica e morale che sta attraversando la nostra Repubblica, si aggiunge il tipo di sistema elettorale che propugnano i due usurpatori dei diritti dei componenti delle due Camere. Sistema che riproduce sfacciatamente le incostituzionalità già accertate dalla Corte, le riveste e le imbelletta con sguaiata volgarità…    ( Gianni Ferrara da www.costituzionalismo.it )     continua