informazione

Carta, sempre più straccia! Crollano le vendite di tutti i principali quotidiani

 Rispetto a ottobre 2012 La Repubblica perde 51mila copie, il Corriere 40mila, La Stampa 27mila.

 

Male anche la “Gazzetta dello Sport” che perde 42 mila copie, il “Corriere dello Sport” 36 mila, “Tuttosport” 16 mila, “Il Messaggero” 33 mila, “il Gazzettino” 11 mila. -Nelle vendite resta primo il quotidiano diretto da Ezio Mauro seguito dal “Corriere della Sera” - Risale il “Fatto” (+3 mila copie) …

 

Vendite dei quotidiani in edicola, dati ADS di ottobre 2013: La Repubblica prima, Corriere della Sera secondo, La Stampa terza e Sole 24 Ore quarto. Fra i giornali sportivi, Gazzetta dello sport prima e Corriere dello sport secondo. Il Messaggero è il più venduto fra i giornali locali, seguito dal Resto del Carlino e da La Nazione. Quel che più colpisce dei dati diffusi dall'Accertamento diffusione stampa è il netto calo rispetto alle copie vendute a ottobre 2012, un anno prima:

Il Paese stanco che non crede più a tg e talk show

 Mappe. Indagine Demos-Coop: l'Italia delusa si rifugia nei social network. Nello scambio tra televisione e potere, la paura cresce sempre più, si moltiplica. Anche la satira non diverte più.

 

di Ilvo Diamanti *

Gli italiani continuano a informarsi, in larga maggioranza, seguendo la tivù. Anche se ne hanno sempre meno fiducia e usano, in misura crescente, la Rete. Perché la considerano il canale più libero e indipendente. E permette loro di informarsi navigando tra diversi media. È il ritratto che si scorge scorrendo i risultati della VII Indagine di Demos-Coop su "Gli italiani e l'informazione". Otto persone su dieci, infatti, affermano di informarsi quotidianamente in televisione, il 47% su Internet.

 

LE TABELLE

Sei anni fa, coloro che utilizzavano Internet erano poco più della metà (25%), mentre il seguito della tv era più elevato di 7 punti. Si tratta di una tendenza chiara, precisata dalla tenuta della radio (circa il 40%) e dalla riduzione significativa dei giornali. Oggi, sostanzialmente sullo stesso livello di un anno fa (25%), ma in calo di 5 punti rispetto al 2007. La popolazione italiana, dunque, si serve sempre più e sempre più spesso della Rete, come fonte di informazione diretta, ma anche per accedere ad altri media, in particolare i giornali. Due navigatori di Internet su tre (e quasi metà sulla popolazione intervistata) affermano, infatti, di leggere regolarmente i quotidiani online. Reciprocamente, i giornali (e i notiziari radio-tv) si connettono alla Rete, attraverso edizioni online e digitalizzate. Inoltre, utilizzano i Social Network, in particolare Twitter, come canale diretto con i leader e gli opinion maker.

Truman Show 2.0, una nuova fiction ?

 di Giovanni Chiambretto *

Quella a cui assistiamo via tv e media è sempre di più una fiction con i suoi amori e disamori alla Beautiful ( che è la più longeva soap opera del mondo ) ed è quindi lecito chiederci:

Dove eravamo rimasti?

A quasi otto mesi dalle elezioni politiche, la rappresentazione mediatica del nostro teatrino politico nazionale rimane alla ricerca di un rilancio dell’audience. Si è fatta pulizia di Alleanza Nazionale, Verdi, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori di Di Pietro e la Rivoluzione Civica di Ingroia ha lasciato un manipolo di disoccupati. Radicali, Socialisti, Moderati e loro Fratelli , varie Civiche usa e getta, oltre al solito Nicola Vendola, galleggiano in quella terra di mezzo dove vengono pescati e mollati alla bisogna. Bisognava semplificare il palinsesto.

Altro che tagli: con la Boldrini la Camera spende più di prima!

di Alessandro Raffa *

Da alcuni giorni sono state rese pubbliche le spese sostenute dalla Camera dei Deputati nel primo semestre di "gestione Boldrini", che aveva esordito promettendo tagli che non solo non ci sono mai stati, ma ha persino aumentato le spese!

Conti alla mano, il primo semestre 2013 di gestione Boldrini è costato agli italiani 109.809.654€ contro i 105.833.653€ del primo semestre 2012 della Presidenza di Gianfranco Fini. Si tratta di una delle gestioni più care della storia repubblicana. La spesa di quasi 110 milioni riguarda le spese di esercizio e funzionamento della Camera, e non tiene in considerazione gli stipendi dei 635 deputati e dei 1.551 dipendenti della Camera dei deputati: questi ultimi in alcuni casi guadagnano persino di più degli "onorevoli" stessi.

Intanto Letta compra armi

di Gianluca Di Feo *

Caccia, blindati, elicotteri, fregate: le spese militari aumentano in modo clamoroso. Grazie a un trucco: i costi non ricadono sulla Difesa, ma sullo Sviluppo economico.

E dopo gli F35, pronti 21 miliardi per l'Eurofighter Tagli alla Difesa italiana? Non pervenuti. Anzi, quest'anno i fondi per l'acquisto di armamenti aumentano in modo clamoroso rispetto al 2012: complessivamente saranno 5,5 miliardi di euro, grazie al contributo del ministero dello Sviluppo Economico che mette a disposizione 2.182 milioni per comprare sistemi militari. Lo rivela un'inchiesta sul numero de "l'Espresso" in edicola da venerdì 23 agosto. Gran parte di questi soldi servono per finanziare l'acquisto dei caccia europei Eurofighter. Mentre si discute dei costi del Lockheed F-35 - stimati in 12 miliardi di euro - si scopre che il preventivo per gli Eurofighter italiani ha superato ogni record: il documento ufficiale indica in 21,1 miliardi di euro la spesa per questi aerei. Non solo: il prezzo risulta aumentato di ben 3 miliardi rispetto alla previsione formulata lo scorso anno, che si fermava a 18,1 miliardi. Nel corso del 2013 soltanto per comprare gli Eurofighter il ministero Sviluppo Economico spenderà 1182 milioni di euro, mentre quello della Difesa sborsa mezzo miliardo per gli F-35. Il budget lievita

 

Quirinale, si fa presto a dire Bonino

di Marco Travaglio *


Molti italiani vorrebbero vedere Emma Bonino al Quirinale. Perché è donna, perché è competente, perché è onesta e mai sfiorata da scandali, perché ha condotto battaglie spesso solitarie per i diritti civili e umani e politici in tutto il mondo, forse anche perché è sopravvissuta a Pannella e perfino a Capezzone.

Insomma, un sacco di ottimi motivi, tutti veri e condivisibili. Ma della sua biografia, in questo paese dalla memoria corta, sfuggono alcuni passaggi politici che potrebbero indurre qualcuno, magari troppo giovane o troppo vecchio per ricordarli, a cambiare idea e a ripiegare su candidati più vicini al proprio modo di pensare. A costo di essere equivocati, come ormai accade sempre più spesso, complice il frullatore del web, li ricordiamo qui per completezza dell’informazione, convinti come siamo che di tutti i candidati alle cariche pubbliche si debba sapere tutto.

Giornalisti candidati, in Italia meglio fare il politico che il freelance

 di ItaliaDallEstero *


Giornalisti e politici vanno troppo a braccetto in Italia In Italia, stampa e politica vanno talmente a braccetto che non si contano più i giornalisti che si presentano alle elezioni. Relazioni fra consanguinei rese più strette dalla crisi della stampa.

Prima di optare per la professione di dittatore fascista, Benito Mussolini aveva diretto il giornale socialista “Avanti!”. Questo non significa che tutti i giornalisti italiani che si apprestano a partecipare il prossimo 25 febbraio alle elezioni per ottenere un seggio alla Camera o in Senato sognino un destino simile. Ma di fronte al crescente numero di giornalisti pronti a dare in cambio la loro penna per il titolo di “Onorevole” di cui si foggiano i rappresentanti politici italiani, il parallelismo è d’obbligo.

Elezioni: intervallo con pecore sperando che dormiate

( editoriale ECOLETTERA 13/15 dicembre 2012 del Gruppo Cinque Terre )

Con il voto sulla legge di stabilità, un minestrone di 14 articoli con centinaia di commi che tranne qualche senatore delegato nessuno ha letto, il primo tempo del governo PD-UDC-PDL è finito, con qualche settimana di anticipo.

L’anticipo era utile a tutti. Significa che sarà ancora Napolitano a gestire l’incarico per il nuovo governo, significa che i referendum sul lavoro vengono accantonati, significa che nuove liste, ad esempio il Movimento 5Stelle e non solo, hanno seri problemi a raccogliere le firme senza parlamentari di appoggio, significa che ci si tiene il porcellum visto che nessuna delle ipotesi su cui i partiti montiani avevano trovato l’accordo è utile a impedire al Movimento 5Stelle di entrare nelle due Camere. Per questo il PD in particolare, pur scaricandone mediaticamente la responsabilità ad altri, ha fatto di tutto per salvare la legge maggioritaria di Calderoli.

RAI: tv specchio del paese

 ( Lettere in Redazione )

Si sente dire da più parti che bisogna tagliare i privilegi, cominciando dai politici e finendo con le impiegate degli uffici statali che vanno a fare le spese in orario di lavoro. L’Italia è un popolo di urlatori che protesta e si scandalizza dei privilegi del vicino mentre si tien ben stretti i propri e, appena può, evade le tasse. Nelle impietose analisi di Leo Longanesi questo paese è nulla di più che uno staterello di terz’ordine che vagheggiava e vagheggia una unità mai compiuta; un popolo scalcinato e provinciale fatto di gente che “tiene famiglia”; una nazione che non ha mai terminato una guerra con l’alleato, con il quale l’aveva cominciata. Un’ eterna fiera paesana dove imperversano applauditi e osannati mangiatori di fuoco, trapezisti, nani, ballerine e furbastri pronti a sfilarti il portafoglio non appena ti distrai. Taglio di privilegi, solidarietà, competenza, meritocrazia, diritti e doveri? Ma per favore… ... ecco cosa succede nel ventre di “mamma RAI”, la nostra benemerita Televisione di Stato. Ecco i risultati. Che aiutano a capire perché, nonostante gli insulti che riceve quotidianamente da padroni, usurai e truffatori di turno, questo popolo non si ribella.

Sciopero europeo, come è nato sul Web

di Lorenzo Fantoni *

La manifestazione del 14 novembre per scuola e lavoro è stata organizzata in Rete, a partire dall'hashtag #14N su Twitter, da una pagina Facebook e dal sito europeo

 

Certo, protesta e Web non sono una novità dai tempi di Occupy, e ormai non c’è manifestazione in cui non si vede qualcuno armato di iPhone che carica su Internet la faccia sanguinante di un manifestante con un filtro Earlybird, ma lo sciopero europeo di ieri stato senza dubbio uno degli eventi in cui video virali, Twitter e Facebook sono stati definitivamente consacrati come mezzo di informazione e coordinamento. I social network possono davvero creare un movimento globale in cui è fondamentale la gestione del flusso di informazioni.